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A cura di Dott. Giancarlo Gallone (Pediatra)
Le ustioni sono uno degli incidenti domestici più frequenti in particolar modo in età pediatrica. Possiamo considerare che costituiscano, in Italia, il 3-4% degli incidenti del bambino, in particolar modo nei primi anni di vita. Raramente è causa di morte ma frequenti sono gli esiti e purtroppo a volte sono necessarie cure prolungate. Generalmente la causa è una lesione acuta da contatto con liquidi o oggetti o sostanze gassose con temperatura superiore a quella cutanea con limitata dispersione dell'area interessata.
La gravità dipende da fattori quali la temperatura dell'agente ustionante, la durata del contatto, la resistenza della superficie corporea al brusco innalzamento della temperatura, il suo spessore e la sua vascolarizzazione. La valutazione dell'ustione dipende dall'estensione, dalla profondità, dalla sua localizzazione e dall'età del bambino: tutti questi parametri concorrono a definire la gravità dell'ustione, a definire il rischio di complicanze generali e a formulare una prognosi anche di tipo estetico e funzionale. L'estensione dell'ustione si valuta sulla percentuale di superficie interessata secondo tabelle opportune in relazione all'età del soggetto. Nel bambino piccolo di circa un anno, per esempio, il capo ed il collo rappresentano circa il 19% della superficie corporea totale, gli arti inferiori il 13%: tali valori vengono modificati negli anni successivi fino ai 10 anni, diminuendo di un punto percentuale per anno il capo e il collo e aggiungendo un punto agli arti inferiori mentre è costante il valore degli arti superiori (ognuno vale il 18%) e del perineo (N.d.R.: la parte inferiore del bacino) (1%).
La profondità è distinta in:
- primo grado, se superficiale con arrossamento della cute e interessamento solo dell'epidermide: è la cosiddetta "scottatura";
- secondo grado superficiale, caratterizzato da vescicole a contenuto sieroso con conservata sensibilità tattile e dolorifica oppure secondo grado profonda, con alterazione della vascolarizzazione e riduzione della sensibilità sia tattile che dolorifica;
- terzo grado, se si verifica una distruzione profonda del tessuto con interessamento dei vasi e delle terminazioni nervose e scomparsa della sensibilità.
Il giudizio definitivo sulla profondità deve essere verificato dopo le prime 24 ore in quanto le lesioni di 2° grado tendono a sembrare meno gravi alla prima visita. Più il bambino è piccolo maggiore è il rischio di complicanze come avviene anche per le sedi coinvolte quali il volto, le mani, i genitali. La complicanza più temibile è lo shock se l'estensione, valutata come si è detto, è ampia, mentre la più frequente è l'infezione. L'approccio terapeutico deve essere differenziato in base alla valutazione iniziale: le ustioni più gravi richiedono ovviamente il ricovero presso centri specializzati, mentre quelle di media gravità possono essere gestite in ricovero ospedaliero zonale e le più lievi con visite ambulatoriali. In qualunque caso è necessario, come primo trattamento, raffreddare la parte ustionata (con acqua, meglio con soluzione fisiologica sterile), detergerla e coprire la lesione con garze sterili nell'attesa della visita al Pronto Soccorso. L'ulteriore evoluzione, la terapia e gli eventuali reliquati dipenderanno ovviamente dalla gravità iniziale.
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