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A cura di Dott. Gianantonio Manzoni (Chirurgo pediatra - Urologo)
Sono un fortunato neopapà di un bimbo di 27 giorni. Alla 22° settimana di gestazione, all'ecografia, è sorta una malformazione "ectasia pielica fetale bilaterale, 10 x 7 mm a destra, 11 x 9 mm a sinistra". Alla nascita questa malformazione si è confermata solo per un rene con una dilatazione a sinistra di 26 x 11 mm. Il pediatra consiglia un controllo fra un mese. Vorrei sapere: cosa comporta questa malformazione? Come si deve prevenire o curare?
La presenza di una dilatazione renale (calico-pielectasia, se lieve o idronefrosi, se più grave) riscontrata in epoca prenatale deve essere sempre verificata al controllo ecografico neonatale. Nel caso in questione si è rilevata la apparente risoluzione da un lato e la progressione dal lato opposto, con un incremento della dilatazione.
Esistono sostanzialmente tre possibili spiegazioni:
- Reflusso vescico-ureterale cioè la risalita patologica ed intermittente di urine dalla vescica alle alte vie urinarie. Questa rappresenta in assoluto la causa più frequente e potenzialmente pericolosa di infezioni delle vie urinarie nei primi mesi di vita.
- Una possibile ostruzione nel passaggio tra il bacinetto renale ed il primo tratto di uretere (stenosi della giunzione pielo-ureterale). Questa situazione può comportare una compromissione del parenchima renale variabile e richiedere un intervento chirurgico correttivo, talvolta necessario già nei primi mesi di vita.
- La terza possibilità è quella di una dilatazione della via urinaria, non associata ad un reflusso né ad una ostruzione. In altre parole la "forma" del bacinetto è allargata (ampollare), per una conformazione congenita, senza tuttavia essere causa di alcun problema. In quest'ultimo caso non è necessario alcun tipo di trattamento.
Alla nascita, in attesa di stabilire la diagnosi corretta, è opportuno iniziare una profilassi antibiotica per la prevenzione di possibili infezioni delle vie urinarie e certamente è necessario un nuovo controllo ecografico ad un mese. Inoltre è opportuna una ulteriore valutazione con una scintigrafia renale e, quasi sempre, una cistografia (scintigrafica o sonografica) per escludere un reflusso vescica-ureterale.
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