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A cura di Dott.ssa Tiziana Candusso (Pediatra)

Mio figlio ha 11 mesi, già da un paio di mesi ha cominciato a gattonare e dal quel momento gioca sempre per terra sul pavimento, mettendo in bocca tutto quello che trova, non solo i suoi giochi ma anche oggetti vari della casa. Io sono molto preoccupata dal punto di vista igienico. Nonostante curi molto la pulizia della casa, capita che talvolta si cammini con le scarpe e temo che ciò possa contaminare il pavimento e che il bambino possa contrarre qualche infezione. Sono giustificati i miei timori?

L'esplorazione dell'ambiente per fare esperienza è proprio uno dei primi segni di intelligenza e la più grande spinta culturale. Ecco perché "gattonare" diventa il mezzo di questa pulsione: il bambino può raggiungere quello che vede e quello che vuole e, proprio per appropriarsi della realtà, usa anche la bocca per "tastare-conoscere" gli oggetti (oltre a tutto, ciò gli dà sollievo per i dentini).

Non si preoccupi per i germi che lo possono contaminare: dal punto di vista igienico una casa con una pulizia ben curata è più che sufficiente ad evitargli le malattie. Tutto sommato, poi, si mettono in atto anche i meccanismi della conoscenza immunologica per cui l'organismo, all'introduzione di sostanze estranee (antigeni), risponde con le difese (anticorpi).

Il vero pericolo di queste esplorazioni sono gli incidenti domestici, da cui bisogna difenderlo preparando un ambiente idoneo e sicuro. Bisogna stare attenti: agli avvelenamenti: ingestione di detersivi, farmaci, sigarette, cosmetici, piante velenose; alle ustioni: sostanze e bevande calde, fornelli accesi con manici delle pentole rivolti esternamente; agli annegamenti: non lasciare soli i bambini nel bagnetto; alle folgorazioni: impianti elettrici senza sicurezza salvavita, fili scoperti, prese di corrente scoperte, lampade troppo accessibili; ai giocattoli pericolosi: giocattoli con punte appuntite, superfici smaltate tossiche, pennarelli tossici, dimensioni molto piccole o giocattoli troppo scomponibili da poter essere ingeriti; alle ferite: coltelli e lame taglienti lasciati in luoghi troppo accessibili, ecc.

I genitori consapevoli di questi pericoli senza ansia ed allarmismi devono educare e sorvegliare i propri figli.

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