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A cura di Dott.ssa Tiziana Candusso (Pediatra)

Ho una bambina di sei anni, che ha avuto sempre lievi tic al viso come il padre. Ultimamente, in un periodo particolarmente difficile (io e il padre ci stiamo separando), la cosa è diventata molto più evidente, con veri e propri attacchi di cui lei è assolutamente inconscia. Attacchi di contrazioni muscolari involontarie che le prendono la bocca, gli occhi, e a volte anche il collo. Ci sono momenti che li ha tutti contemporaneamente e momenti in cui ha solo quello della bocca, e momenti di pausa completa. Cosa devo fare? Qual è lo specialista indicato per questo problema? Il neuropsichiatra infantile o lo psicologo? Conoscete qualcuno di affidabile nella mia città?

Il tic è un atto primitivamente comandato da una causa esterna o da un'idea e coordinato verso uno scopo; questo atto passa dallo stato di abitudine e finisce per riprodursi spontaneamente senza causa apparente, esagerato nella sua forma, intensità e frequenza. In altre parole, il tic non è una convulsione: è un gesto normale che diventa esagerato e fuori controllo. I tic della faccia sono i più frequenti: tic delle palpebre, della bocca, delle gote e della lingua. Talvolta si associano tic vocali come "tirar su con il naso", tosse, latrato, esclamazioni, turpiloquio, e tic del collo e delle spalle.

I tic non compaiono prima dei 6 - 7 anni e la loro evoluzione è variabile; possono apparire e scomparire spontaneamente, cambiare di sede, riapparire in modo intermittente. I tic sono disturbi psicomotori che si manifestano nei soggetti emotivi, nei soggetti che presentano ritardo della maturazione dell'apparato neuro-muscolare, si instaurano spesso in presenza di un conflitto familiare.

La personalità del soggetto ticcoso è iperemotiva, ansiosa ed impulsiva, la passività apparente nasconde una aggressività contenuta e repressa. Il tic ha spesso carattere familiare: uno dei genitori ne soffre o ne ha sofferto. L'esame del bambino con tic comporta la ricerca di turbe associate, anteriori o consecutive alla insorgenza dei tic stessi, dato che possono far parte di quadri clinici particolari su base neuro-psicologica. Il trattamento dei tic è molto difficile, la psicoterapia è indicata ma è un percorso abbastanza lungo e difficoltoso; nei casi benigni, l'azione educativa sulla famiglia (psicoterapia familiare) è sufficiente.

E' molto importante calmare l'inquietudine ovvia dei genitori: bisogna convincersi che il tic è involontario e che combatterlo con le "sgridate" è il miglior mezzo per perpetuarlo. I genitori devono imparare ad essere meno rigidi e perfezionisti. Può essere utile la guida di uno psicologo, dopo che il neuropsichiatra infantile ha escluso patologie neuropsichiche. Senza voler dare indicazioni di merito sullo specialista cui rivolgersi, tuttavia il centro di neuropsichiatria infantile della sua città può rappresentare un approccio corretto per una valutazione complessiva: senta il suo Pediatra in proposito.

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