Il Pediatra risponde

i nostri medici specialisti dei bambini

A cura di Dott. Italo Marinelli (Pediatra)

Nella scuola materna di mia figlia (tre anni e mezzo) un mese orsono si è verificato un caso di tubercolosi. Da un primo esame Mantoux (N.d.R.: l'intradermoreazione alla tubercolina secondo Mantoux si esegue inoculando, per via intradermica, 5 Unità di derivato di proteine purificate del bacillo della Tubercolosi, valutando l'eventuale comparsa di arrossamento e di indurimento intorno alla sede dell'inoculo) effettuato su tutti i bambini della scuola, mia figlia è risultata negativa ma ci è stato comunicato che si sono verificati due casi in infezione. I responsabili dell'unità sanitaria locale hanno convocato i genitori informandoli che sarà effettuato, a distanza di due mesi dal precedente, un secondo test Mantoux su tutti i bambini della scuola e che, in attesa dell'esito di questo secondo test, è consigliabile iniziare un trattamento preventivo antitubercolare, da sospendere nel caso il test confermi esito negativo come il primo test. Chiedo cortesemente se è opportuno iniziare una terapia di questo tipo in assenza di un test che confermi l'infezione e che controindicazioni e rischi ci sono per la bambina con una terapia del genere.

In presenza di un focolaio epidemico di tubercolosi in una scuola materna mi sembra che quanto è stato deciso dalle autorità sanitarie sia ragionevole e corretto alla luce delle correnti linee guida dell'Associazione Americana di Pediatria. È molto probabile, poiché il bambino piccolo è raramente infettante, che la fonte primaria del contagio sia stata un adulto operante nella struttura. Tale situazione impone di verificare subito se i bambini sono stati contagiati eseguendo su tutti una prima Mantoux, mentre la ripetizione del test è giustificata dal tempo di latenza della cuti-positività (alcuni bambini che al primo esame erano negativi potrebbero positivizzarsi successivamente).

Nei due mesi di attesa è comunque indicato un trattamento profilattico, in tutti, con Isoniazide. Quest'ultimo farmaco di solito è ben tollerato dal bambino: il principale effetto avverso, l'epatite, ha un'incidenza molto bassa in età pediatrica. Possono inoltre verificarsi, anche se raramente, sintomi neurologici, come convulsioni o neuriti ( infiammazioni dei nervi periferici), a causa dell'interferenza con il metabolismo della piridossina (vitamina B6).

Altro su: i nostri medici specialisti dei bambini

Pediatalk: diretta col Pediatra
Martedì 17 Marzo ore 16 segui la diretta col Pediatra su Youtube e fai le tue domande in chat
Che cosa mangiare a merenda?
Le “merendine”, oltre a contenere molti grassi idrogenati, sono troppo ricche di zuccheri a rapido assorbimento.
I pericoli della dieta vegana e vegetariana
Sento parlare molto di dieta vegetariana e vegana. Ma queste diete si possono seguire senza problemi anche nei bambini?
Catarro nei bambini
Il mio bambino è pieno di catarro e tosse: il pediatra parla di adenoidi e di sinusite.
Ipermetropia e strabismo nei bambini
Si può correggere chirurgicamente lo strabismo e l'ipermetropia. Il punto di vista dell'oculista.
Le sinechie o aderenze delle piccole labbra
Le sinechie o aderenza delle piccole labbra sono molto comuni e di vario grado nelle bambine di età inferiore ai sei anni e spesso non danno alcun disturbo.