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Insegnanti e vaccini: cosa spetta gratis a chi lavora a scuola
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A cura di Redazione, Redazione
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Nei commenti ai nostri post sulla scuola torna spesso la stessa domanda: perché chi lavora tutti i giorni con i bambini non può vaccinarsi gratis contro malattie gravi come la meningite? È una domanda giusta, perché riguarda la salute di insegnanti ed educatori e anche quella dei nostri figli. Abbiamo letto le regole della sanità e quelle del lavoro: ecco cosa prevedono, cosa non prevedono e cosa ne pensiamo.
In breve
- Non esiste una legge che obblighi il personale della scuola a vaccinarsi, né una che dia a tutti gli insegnanti un pacchetto di vaccini gratuiti.
- Il Piano nazionale vaccini chiede programmi per vaccinare gratuitamente contro morbillo, parotite e rosolia tutti gli operatori scolastici che non sono protetti.
- Il vaccino contro la meningite (meningococco) per gli adulti sani non è previsto: è gratuito per bambini, ragazzi e persone con alcune malattie.
- L'antinfluenzale per il personale della scuola è raccomandato, ma se sia gratuito lo decide ogni Regione.
Cosa dice il Piano nazionale vaccini
Le regole sono nel Piano nazionale di prevenzione vaccinale 2023-2025, approvato da Stato e Regioni il 2 agosto 2023 e prorogato di un anno, fino alla fine del 2026. Il Piano distingue due cose:
- le vaccinazioni raccomandate per età o per malattia sono «ad offerta attiva e gratuita»: valgono per tutti, insegnanti compresi;
- le vaccinazioni raccomandate per il lavoro sono con «oneri a carico del datore di lavoro, o secondo quanto previsto dalla vigente normativa».
Per chi lavora a scuola il Piano indica quattro vaccinazioni:
- Morbillo, parotite e rosolia: «devono essere approntati specifici programmi per vaccinare gratuitamente» tutti gli operatori scolastici suscettibili, cioè non vaccinati con due dosi e che non hanno avuto le malattie. È l'unico caso in cui il Piano scrive la parola «gratuitamente» per il personale della scuola.
- Varicella: raccomandata agli operatori suscettibili di nidi, scuole dell'infanzia, primarie e secondarie.
- Pertosse: il richiamo (insieme a difterite e tetano) è previsto per tutti gli adulti ogni 10 anni, ed è quindi gratuito; il Piano ne sottolinea l'importanza per chi lavora al nido, per proteggere i neonati.
- Influenza: il Piano rimanda alla circolare che il Ministero della Salute pubblica ogni anno.
E la meningite?
La meningite batterica più temuta è quella da meningococco. Il calendario nazionale prevede i vaccini gratuiti per i bambini (contro il meningococco B nel primo anno, contro i tipi A, C, W e Y a 12 mesi) e per i ragazzi dai 12 anni, con il diritto a recuperare le dosi perse almeno fino a 18 anni compiuti. Per gli adulti il vaccino è gratuito solo in presenza di alcune malattie (per esempio chi non ha la milza o ha certi deficit immunitari) e per i loro conviventi. Il meningococco non è tra i vaccini raccomandati per chi lavora a scuola.
Non è una dimenticanza. Secondo l'Istituto superiore di sanità, nel 2024 in Italia ci sono stati 115 casi di malattia invasiva da meningococco: una malattia rara ma grave, con 12 decessi segnalati. I più colpiti sono i bambini sotto l'anno e i ragazzi tra i 15 e i 24 anni; tra i 25 e i 64 anni i casi sono stati 46 in tutto il Paese. Per questo la protezione passa soprattutto dal vaccino dei bambini e dei ragazzi.
Rara, però, non vuol dire trascurabile. Quando colpisce, la malattia è grave, e i più colpiti sono proprio i bambini più piccoli, quelli con cui educatrici ed educatori dei nidi passano le giornate. Chi ci ha scritto pone quindi una domanda legittima, che merita una risposta chiara da parte delle autorità sanitarie.
In passato alcune Regioni hanno allargato l'offerta: la Toscana, durante l'aumento dei casi del 2015-2016, offrì il vaccino contro il meningococco C gratuito a tutti gli adulti tra 20 e 45 anni; nel 2016 la Lombardia lo rese disponibile agli adulti in co-pagamento. Erano scelte per età, non per professione. Chi lavora a scuola e vuole vaccinarsi può comunque chiederlo alla propria ASL, che indica costi e modalità.
Se a scuola c'è un caso di meningite
Le regole sono in una circolare del Ministero della Salute del 2017. È la ASL a decidere chi sono i contatti stretti: di solito i compagni della stessa classe e chi condivide la stessa stanza di lavoro; al nido e alla materna, se i bambini si mescolano spesso, anche tutta la struttura, insegnanti compresi. Ai contatti stretti si dà un antibiotico di profilassi, il prima possibile e preferibilmente entro 48 ore; a volte segue il vaccino. Non serve chiudere né disinfettare la scuola: basta un'accurata pulizia.
L'antinfluenzale: dipende dalla Regione
Nella circolare 2026-2027 il Ministero, per la prima volta, nomina il personale scolastico tra le categorie la cui protezione è «una misura di protezione sia individuale sia collettiva». Nella tabella delle categorie a cui il vaccino è offerto gratuitamente, però, gli insegnanti rientrano nelle «altre categorie socialmente utili», per le quali è «facoltà delle Regioni» decidere come offrirlo. La stessa circolare aggiunge che, dopo le categorie previste, il vaccino si può offrire gratis a chiunque lo chieda. In pratica: chi lavora a scuola deve chiedere al medico di famiglia o alla ASL cosa prevede la propria Regione.
Cosa dicono le regole del lavoro
Il Testo unico sulla sicurezza sul lavoro (decreto legislativo 81/2008, articolo 279) prevede che, se la valutazione dei rischi lo richiede, il datore di lavoro, su parere del medico competente, metta a disposizione «vaccini efficaci» per i lavoratori non immuni. Le misure di sicurezza non devono costare nulla al lavoratore (articolo 15). Per la scuola il datore di lavoro è il dirigente scolastico: la norma esiste, ma si applica solo se il rischio biologico viene riconosciuto nel documento di valutazione dei rischi della scuola.
Nel 2017 la legge sui vaccini (decreto legge 73/2017) aveva chiesto a insegnanti e personale sanitario di presentare una dichiarazione sulla propria situazione vaccinale. Era un adempimento da fare una volta, entro tre mesi: non un obbligo di vaccinarsi. Come scrive l'Istituto superiore di sanità, «non esiste alcuna norma che obblighi il personale della scuola a vaccinarsi». E non esistono dati nazionali su quanti insegnanti siano vaccinati.
Le insegnanti in gravidanza
Qui le tutele ci sono. Secondo una nota dell'Ispettorato del lavoro del luglio 2025, per le educatrici dei nidi e le insegnanti delle scuole dell'infanzia e primarie, esposte al rischio di malattie esantematiche, l'astensione dal lavoro copre la gravidanza e arriva fino a 7 mesi dopo il parto, e l'Ispettorato la concede senza altre valutazioni. La legge sulla maternità (decreto legislativo 151/2001) cita tra i rischi il virus della rosolia, salvo che la lavoratrice sia protetta dal vaccino o dalla malattia: un motivo in più per controllare le proprie vaccinazioni prima di una gravidanza.
Perché è un tema di tutta la comunità
A scuola e al nido circolano malattie che si prevengono con un vaccino. Nel 2024 l'Italia ha avuto 1.055 casi di morbillo e 532 nel 2025, con un'età mediana di 28 anni: il morbillo oggi colpisce soprattutto adulti non vaccinati (dati del bollettino ISS di febbraio 2026). Nello stesso 2024 i casi di pertosse sono saliti a 4.651, contro i 132 dell'anno prima, secondo il Centro europeo per il controllo delle malattie. Un adulto non protetto può prendere queste malattie e portarle in classe, dove ci sono bambini troppo piccoli per essere vaccinati, compagni con malattie croniche, colleghe in gravidanza. Già nel 2015 il Comitato nazionale per la bioetica indicava l'importanza di un'adeguata profilassi vaccinale per «il personale impegnato nelle scuole di ogni ordine e grado».
Cosa ne pensiamo
Chi ci ha scritto ha ragione su un punto: chi si prende cura dei nostri figli ogni giorno merita di essere protetto, senza doverci pensare da solo e senza pagare. Oggi non è così. Il diritto esiste sulla carta per morbillo, parotite e rosolia, ma nessuno controlla se gli insegnanti sono protetti, e l'antinfluenzale cambia da Regione a Regione. Le regole del lavoro lasciano tutto al singolo dirigente scolastico.
Sulla meningite la questione è più aperta. Le malattie che a scuola circolano di più sono morbillo, varicella, pertosse e influenza, ed è lì che serve subito un cambio di passo. Ma anche la meningite va considerata: è rara, è grave, e chi lavora con i più piccoli ha buone ragioni per chiedere di potersi proteggere. Non spetta a noi dire quale sia la risposta giusta: spetta alle autorità sanitarie valutarla con i dati e comunicarla con chiarezza.
Per questo pensiamo che servirebbe:
- un'offerta attiva e gratuita uguale in tutte le Regioni per chi lavora in nidi e scuole: morbillo, parotite, rosolia, varicella, richiamo della pertosse e antinfluenzale, come avviene per gli operatori sanitari;
- un controllo delle vaccinazioni all'assunzione, con la possibilità di mettersi in regola subito, soprattutto per chi lavora con i più piccoli;
- la possibilità di vaccinarsi a scuola o in orario di servizio, senza consumare ferie o permessi;
- una valutazione seria anche per la meningite: con i dati, decidere se offrire il vaccino contro il meningococco, gratis o a condizioni agevolate, a chi lavora a scuola, a partire da nidi e scuole dell'infanzia.
Non è un privilegio per una categoria: è un modo per proteggere i bambini, a partire da quelli che non possono ancora vaccinarsi.
In pratica
- Se lavori a scuola o al nido, chiedi al medico di famiglia o alla ASL il tuo certificato vaccinale e verifica le due dosi di morbillo, parotite e rosolia e l'ultimo richiamo della pertosse.
- Se non sei protetto, chiedi alla ASL il vaccino contro morbillo, parotite e rosolia per gli operatori scolastici e la varicella.
- Per l'antinfluenzale, chiedi cosa prevede la tua Regione per il personale della scuola.
- Se lavori con i più piccoli e vuoi vaccinarti contro il meningococco, chiedi alla tua ASL se è possibile e a quali condizioni.
- Se pensi a una gravidanza, controlla prima la protezione contro la rosolia.
- Per i genitori: il vaccino contro il meningococco è gratuito per i bambini e per i ragazzi dai 12 anni. Ne parli con il tuo pediatra.
E voi cosa ne pensate? Scriveteci nei commenti: se le vostre Regioni o le vostre scuole hanno già un'offerta per il personale, raccontatecela.
Fonti: Piano nazionale di prevenzione vaccinale 2023-2025; Conferenza Stato-Regioni, atto n. 29/CSR del 18 marzo 2026; Ministero della Salute, circolare sull'influenza 2026-2027; Ministero della Salute, circolare sulle malattie batteriche invasive (2017); ISS, rapporto RIS-2/2025; ISS, bollettino morbillo e rosolia n. 91; ISS EpiCentro, operatori scolastici e morbillo; ECDC, pertosse 2024; D.Lgs. 81/2008, art. 279; D.L. 73/2017, art. 3; Ispettorato nazionale del lavoro, nota n. 5944/2025; Comitato nazionale per la bioetica, mozione del 24 aprile 2015.
Redazione. Le informazioni non sostituiscono il parere del medico.