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A cura di Dott. Massimo Sidoti (Psicopedagogista della redazione di www.exducere.com)
E' consigliabile insegnare a leggere e a fare di conto ai bambini sotto i tre anni? Quali "controindicazioni" ci sono? Sono la mamma di due bimbi, uno di due anni e uno di due mesi. So che esistono delle tecniche di apprendimeto della lettura e delle operazioni per i bimbi sotto i tre anni. Esistono dei motivi per cui sarebbe meglio non utilizzare queste tecniche così precocemente o sono comunque utili? Inoltre vorrei insegnare loro l'inglese, parlando nell'altra lingua in alcune ore della giornata. E' una buona idea, o dovrebbe essere un'altra persona a dialogare con loro nell'altra lingua, per non creare confusione?
Perché mai non dovremmo insegnare a leggere ad un bambino sotto i tre anni? Il cervello umano ha un immenso potenziale poco sfruttato. Fino ai sei anni i bambini hanno enormi potenzialità di apprendimento e una insaziabile sete di conoscenza.
Dopo i sei anni (proprio quando inizia l’istruzione “ufficiale”) il nostro cervello “perde” progressivamente questa magnifica capacità di apprendimento. Noi adulti quindi dovremmo assecondare in ogni modo la conoscenza del mondo da parte del bambino, e farlo nel momento in cui il suo cervello è più recettivo.
Visto che la lettura è una delle tante forme di conoscenza e permette al bambino di fare esperienza del mondo, siano fiabe o romanzi, ciò gli permetterà di fargli acquisire precocemente questa competenza e di soddisfare il suo primario bisogno di “imparare” dal mondo circostante.
Non ci sono controindicazioni nel leggere, semmai i bambini hanno difficoltà a leggere perché i caratteri sono troppo piccoli ed il cervello non è ancora abituato a riconoscere le lettere. Cosi come quando parliamo ad un bambino usiamo un tono diverso da quello usato con gli adulti parlando più lentamente, scandendo le parole ed enfatizzandole. Il bambino ha la necessità di metabolizzare le lettere attraverso la piena visualizzazione della lettera.
Inoltre, è fondamentale l’ambiente di apprendimento, deve essere rilassato, il genitore non deve trasmettere aspettative o pressioni ma instaurare un clima giocoso: la lettura come gioco divertente ed affascinante che gli dà la possibilità di conoscere il mondo anche attraverso la parola scritta.
Per quanto riguarda l’insegnamento di un'altra lingua i bambini hanno una grande capacità di normalizzare il loro stato, quindi se vengono loro offerti input diversi sapranno usarli tutti in maniera ottimale.
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