Vai al contenuto

Saperne di più

Meningite sospetta: diagnosi, profilassi e cosa fare

approfondire insieme al Pediatra

A cura di Redazione, Redazione

Pubblicato il

Una notizia di meningite in una scuola o in una comunità mette in allarme molte famiglie. Esiste però un protocollo preciso, uguale in tutta Italia, che stabilisce chi fa cosa e chi deve essere protetto.

Prima di tutto, capire il germe

La meningite batterica è causata soprattutto da meningococco, pneumococco ed emofilo, e i sintomi non bastano a distinguerli. In ospedale si analizzano sangue e liquor, il liquido che avvolge cervello e midollo spinale: la coltura fa crescere il batterio, i test molecolari ne trovano il DNA. Per questo all'inizio si parla di caso «sospetto».

Chi interviene

  • Il medico che fa la diagnosi segnala il caso al Servizio di igiene e sanità pubblica dell'azienda sanitaria (ASL o ATS).
  • Il laboratorio dell'ospedale, i laboratori di riferimento regionali e l'Istituto superiore di sanità identificano il batterio e il suo tipo.
  • L'azienda sanitaria rintraccia i contatti del malato e decide le misure.

La profilassi: a chi e perché

Per meningococco ed emofilo l'azienda sanitaria offre un antibiotico preventivo ai contatti stretti, per ridurre il rischio di altri casi; per lo pneumococco non è indicato. I contatti stretti si valutano caso per caso: conviventi, chi condivide la classe o la stanza di lavoro, chi ha spesso dormito o mangiato in casa del malato, chi nei 7 giorni prima dei sintomi ha avuto contatti con la sua saliva (baci, stoviglie, spazzolini). Per 10 giorni dall'inizio dei sintomi del malato i contatti stretti restano sotto sorveglianza. Gli ambienti non vanno disinfettati: basta una pulizia accurata.

Cosa fare se temete un contatto

  • Se l'azienda sanitaria vi chiama, seguite le sue indicazioni.
  • Se pensate di essere un contatto stretto e nessuno vi ha cercato, chiamate il Servizio di igiene e sanità pubblica, il pediatra o il medico di famiglia.
  • Non date né prendete antibiotici di vostra iniziativa.
  • Nei 10 giorni successivi, se compaiono febbre alta, forte mal di testa, collo rigido, vomito, sonnolenza insolita o macchioline rosso-violacee sulla pelle, chiamate subito il medico e dite del contatto.

Prevenire con i vaccini

Ci sono vaccini contro l'emofilo di tipo b (per tutti i nuovi nati), contro diversi tipi di pneumococco e contro i meningococchi A, C, W, Y e B. Il pediatra vi dice quali ha fatto vostro figlio e quali sono consigliati.

Fonti: EpiCentro, Istituto superiore di sanità; Sorveglianza nazionale delle malattie batteriche invasive (ISS); Ministero della Salute, Circolare n. 4 del 13 marzo 1998.

Da leggere anche

Le altre sezioni