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Soave

Soave è un noto vino italiano, ma è anche un borgo fortificato a due passi da Verona nato intorno all'anno 1000 sulle pendici dei Monti Lessini.

a cura di: Stefania Gonzales

Soave è un noto vino italiano, ma è anche un borgo fortificato a due passi da Verona nato intorno all'anno 1000 sulle pendici dei Monti Lessini. Le mura e il magnifico castello come li vedete oggi sono opera degli Scaligeri e, in particolare, di Cansignorio della Scala, che, nella seconda metà del Trecento, rinnovò il mastio e fece costruire il Palazzo di Giustizia, il Palazzo Scaligero e la cinta muraria con le 24 torri. Potete arrivare al Castello a piedi, da Piazza dell'Antenna, nel centro del borgo, oppure in automobile, con l'apposita strada asfaltata che corre a nord del paese. L'ingresso principale, a nord, ha ancora il ponte levatoio, protetto, come voleva l'uso medioevale, da una torre con una scultura di San Giorgio. Oltrepassato il ponte levatoio, si entra nel primo cortile (sono tre in tutto, a diversi livelli) che al tempo degli Scaligeri non esisteva: fu, infatti, costruito insieme al bastione merlato all'epoca della Repubblica di Venezia (nel secolo XV). Nel cortile si scorgono i resti di una piccola chiesa molto più antica (probabilmente del X secolo). Attraverso una porta con saracinesca si passa nel secondo cortile, il più vasto e il primo dell'antico castello. Anche questa porta è sormontata da una torre e sulla parete verso l'interno ha un affresco del 1321 con la Vergine protettrice dei fedeli. L'ultimo cortile, il più alto e più piccolo, si raggiunge con una scaletta: l'ingresso molto alto costituiva un ulteriore ostacolo ai nemici. Qui si alza il mastio, che era l'ultimo stadio della difesa e che probabilmente fu luogo di prigione e di tortura, come testimoniano le ossa umane scoperte durante i restauri. In una stanza ad archivolti destinata alle guardie sono esposte molte suppellettili appartenute ai soldati scaligeri (spade, mazze ferrate, balestre, elmi, alabarde). Con una scala esterna si sale all'abitazione del signore, una casa medievale ben conservata nella quale si entra dalla "Caminata", la stanza centrale con grande camino e pareti arredate con cassapanche e sedie. Attraverso una piccola porta si accede poi al cortile pensile costruito sotto la Repubblica di Venezia nel XV secolo per impedire ai soldati di comunicare con il popolo all'esterno. Da un'altra porta si passa alla camera da letto, con un affresco del 1200. Dalla sala da pranzo, con tavola apparecchiata, si entra invece in una stanza con i ritratti di Mastino I, fondatore dei Della Scala, Cangrande, il personaggio più illustre della casata, Taddea da Carrara, moglie di Mastino II, Cansignorio della Scala e il poeta Dante Alighieri.

Uscendo da una porta strettissima, si arriva sui cammini di ronda, angusti, ma protetti, che permettono di salire sul mastio, da dove godrete una splendida la vista sui Monti Lessini e la pianura. Informazioni. Pro loco, tel. 045.768.064.8. Per le visite al castello, tel. 045.768.003.6. Orario: 9-12/15-18.30 estate; 9-12/14.30-17.30 inverno; chiuso lunedì. Biglietti: 3,61/2,58 € (bambini).

Racchiuso e protetto dalle sue mura, Soave emana un innegabile fascino. Da percorrere è tutto il centro storico, con i numerosi palazzi (Palazzo Cavalli del 1411 e il Palazzo di Giustizia o della Pretura, del 1375) e le chiese (San Lorenzo e Santa Maria di Montesanto con affreschi del XV secolo). La terza domenica di maggio, non perdetevi la Festa Medioevale con i giochi, gli arcieri, i cavalieri e gli sbandieratori, la rassegna dei mestieri antichi, il corteo in costume, l'investitura della Castellana. La terza domenica di settembre, invece, in un colorato via vai di grappoli d'uva e bicchieri di vino, piatti di risotto e torta con uva Garganega, si festeggiano i vini di Soave: Soave Doc e Recioto di Soave Docg. A proposito di vino, se volete acquistarne, tra le tante cantine, vi segnaliamo la Cantina Sociale (viale Della Vittoria, 100, tel. 045.613.981.1) e la Cantina del Castello (Corte Pittora, 5, tel. 045.768.009.3), che si trova in uno dei palazzi più antichi della città, eretto nel XIII secolo dai conti Sanbonifacio. Secondo la leggenda, i vini, conservati nella cantina del palazzo, venivano serviti freschi nelle mense dei nobili del castello grazie a un passaggio sotterraneo. Parte di questo passaggio si vede ancora oggi dalla cantina perfettamente conservata.

Come andare:

A Soave arrivate da Verona con la ss/11 o con la A/4 Milano-Venezia uscita Soave-San Bonifacio.

Dove mangiare

El Moro, locale alla buona con ottimi piatti a buon prezzo. Antipasti a buffet con sardine in saor, insalata russa, alici. Primi di pasta fresca o zuppe di stagione. Carne (manzo, capretto, pollame) in umido o alla griglia. Dolci al cucchiaio, ma anche strudel e torta della nonna, o biscotti. Indirizzo: viale Della Vittoria, 3 Soave, tel. 045.768.020.4. Chiusura: lunedì e due settimane in agosto. Prezzi: 15,50 €, vini esclusi.

Dove dormire

Cangrande, tre stelle in viale del Commercio, 20 - ss/11, tel. 045.610.242.4, fax: 045.561.025.67. Aperto tutto l'anno. Prezzi: doppia con prima colazione 72,30/85,22 €.

Gli amici consigliano

Marta:"Vorrei segnalare una passeggiata, partendo dal castello di Soave, a "piazza Scheeti" (piazza dei Soldini), così chiamata, perché vi si trovano dei piccoli sassolini piatti e rotondi (gli "scheeti, appunto). Si tratta di "mummuniti" (dal latino mummunis, cioè moneta), che dovrebbero essere resti di pesci vissuti in epoca piuttosto lontana, quando questo posto era sommerso dalle acque. Più di questo non so, è comunque bello andarci con i bambini, alla ricerca degli "scheeti".

Laura:"Questa bellissima cittadina, è meravigliosa nel periodo della fioritura dei ciliegi perché tutt'intorno ci solo coltivazioni di ciliegi infatti la zona poco distante, è denominata proprio la valle dei ciliegi. Infatti provenendo da Illasi che è il paese posto in alto sulla collina (da visitare pure lui perché è ricco di bellezze architettoniche e piccoli castelli) andando verso Soave si scende per la strada in discesa e si attraversa appunto tutta la "valle dei ciliegi" e può essere tutta fiorita o carica di ciliegie".

2/5/2002

2/5/2002

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