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Oggetto transizionale: tessuti che profumano di mamma

Ha una grande predilezione per i tessuti che... "profumano di mamma". Ma tutto ciò è assolutamente nella norma. I consigli dello psicologo.

a cura di: Dott.ssa Annamaria Gatti (psicopedagogista della redazione di www.educare.it)

Mia figlia di tre anni mostra un attaccamento morboso verso alcuni oggetti, in particolare la sua copertina, il suo cuscino, la camicia da notte della mamma (anche due per volta, purché odorino di "mamma"). A volte arriva ai pianti se non ottiene tutto il corredo. Bisogna dire che l'estate scorsa ha subito un'operazione chirurgica per una brutta frattura ad un gomito, con ricovero in ospedale di tre giorni e fasciatura rigida per 45 giorni. Rientra nella normalità un comportamento del genere?

Gentile signora, la sua bambina ha una grande predilezione per tessuti che… "profumano di mamma". È talmente affezionata e legata ad essi che occorre esserne sempre provvisti per dormire… per dormire in pace! Tutto ciò è assolutamente nella norma e l'esperienza di breve ospedalizzazione e di impedimento motorio, è un fatto ormai superato e "gestito" all'interno delle elaborazioni affettive.

Che cosa rappresenta per un bambino questo ricorrere ad una copertina, ad un indumento, talvolta anche ad un peluche o ad un altro oggetto, con una evidentissima funzione di trovare in esso rassicurazione?

Winnicott, medico pediatra e psicoanalista inglese, studiò a lungo e profondamente tale fenomeno e lo illustrò con grande attenzione e professionalità. Tale comportamento può manifestarsi nella prima infanzia e proseguire nella seconda infanzia: il bambino ricorre ad un "oggetto transizionale" quando si sente solo, o forse gli serve proprio per difendersi contro un principio di ansia… Insomma un buon sistema per garantirsi un po' di tranquillità e di sicurezza!

Sinteticamente vediamone l'aspetto psicologico. Tale oggetto è un simbolo talmente amato e trattato con affetto che spesso non è possibile neppure lavarlo, per non alterarne le proprietà. Esso infatti rappresenta la transizione del bambino da uno stato di fusione con la madre, ad uno stato di separazione e di percezione della stessa come qualcosa di esterno al sé. Spesso incomincia così il salutare processo di differenziazione: riconoscere quell'oggetto come non-me. Ma per questa operazione ha avuto bisogno di una madre "buona", che si è adattata ai suoi bisogni materiali e psicologici e che ha saputo rendere attivo tale adattamento favorendo nel bambino stesso questa capacità di differenziarsi.

Quindi, gentile signora, viva serenamente l'attaccamento della sua bambina a questi oggetti, che rappresentano un momento di passaggio, di crescita e che sono destinati a perdere tutto il loro valore con il tempo e con l'ampliamento del campo di interessi. Quindi è importante, in questo momento, facilitare ogni occasione di crescita personale della bambina con la promozione dell'autonomia e del senso di fiducia e dello spazio di libero movimento, favorendo attività motorie, percettive, intellettive e relazionali.

11/4/2003

20/8/2016

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