ICP

l'informazione
dalla parte dei bambini

MAMMAePAPA' MAMMAePAPA' MammeBio Mammebio BABYCHEF Babychef BIMBINVIAGGIO Bimbinviaggio LIBRIandCO Libri&Co PEDIATRIA ON LINE Pediatria On Line
Loading
X

Avviso cookies

Questo sito web utilizza cookie tecnici al fine di rendere più efficace la navigazione. Alla pagina "Policy dei cookies" trovi l'informativa e le istruzioni per gestire le impostazioni del browser.
Proseguendo nella navigazione dichiari di accettare la nostra policy dei cookies.

L'esperto risponde

tutte le risposte dei nostri specialisti

Rientro a casa dopo una giornata nera

I consigli dello psicologo per affrontare il rientro a casa dopo una giornata nera.

a cura di: Dott. Marco Manica (educatore della redazione di www.comunicareinfamiglia.com)

Alberto – il nostro ultimo figlio – è nato da un mese e mezzo. Sto arrivando a casa dopo una giornata tutta NO.

Il capo con la luna, telefonate a non finire, blocco per un’ora del sistema informatico, gli addetti alle pulizie che non si sono presentati perché hanno avuto un incidente stradale.

E la schiena, la mia povera schiena che sembra avere dentro una faina che rode. Eh sì, tra stress da lavoro e su e giù con i bambini da cambiare, da prendere in braccio (ne abbiamo tre: oltre Alberto, due gemelli nati due anni fa), la schiena geme.

Arrivo sotto casa con l’auto e parcheggio. Meno male, ho trovato un posto. Penso, prendo coscienza della giornata che è trascorsa e della tensione che sento. I muscoli tirati.

La mia faccia: mi guardo nello specchietto dell’auto e vedo il mio viso tirato. Stiro forzatamente i muscoli in un sorriso largo largo: posso farlo, ci riesco.

Penso a Luisa che mi aspetta, ai bambini. Anche lei è al termine della giornata, stressata, con il serbatoio in riserva. Mi ha telefonato stamattina avvisandomi che la tata è ammalata.

Chissà come se la sarà cavata. Sicuramente si vorrà sfogare con me. Ho impiegato meno di due minuti per prendere coscienza di tutto questo e elaborarlo.

Esco dall’auto. Mentre infilo la chiave nel portone d’ingresso mi viene in mente una storiella simpatica che mi ha raccontato oggi un collega: è uno spunto buono, può far sorridere anche Luisa. Apro la porta di casa. “Ciao, tesoro!”, le dico sorridendo, e la bacio. “…Oh meno male che sei tornato…non ti dico che giornata…”. E tutti gli eventi accaduti scorrono come un torrente.
 
Come un atleta prima della prova. Concentrazione, prendere coscienza della situazione, delle circostanze, delle proprie forze. Prepararsi. Decollo e atterraggio sono due fasi delicate, anche parlando di uscita e rientro a casa.

Non occorrono grandi cose o molto tempo. Però, sì, occorre il desiderio di creare un clima disteso e di unione reciproca, anche se c’è stanchezza, stress e tensione accumulata. Quel clima si può costruire con le parole adeguate, con un saluto, un gesto affettuoso, una comunicazione che dice “Sono qui per te, per voi, e sono contento di questo”, “Siamo di nuovo insieme, aiutiamoci a sostenerci a vicenda”.

Mi raccontava la moglie di un amico che ogni sera, quando torna a casa il marito, sa che deve sforzarsi di accogliere il marito con un bel sorriso, da quello dipende tutto il resto, poi può raccontargli anche tutte le disavventure che vuole, perché il marito ha avuto il bel sorriso iniziale. Se non c’è quel sorriso, la serata si presenta cupa.

Abitudini, gusti, sensibilità diverse: in quella famiglia funziona così. Abituarsi a toccare i tasti giusti che fanno scorrere la relazione agilmente e in modo positivo è un’arte che vale la pena imparare.

Si potrebbe obiettare che questa è ipocrisia, mostrare all’esterno una gioia che non corrisponde del tutto al proprio stato d’animo di quel momento.

Ipocrisia sarebbe se ci fosse doppiezza tra la volontà e quello che si mostra all’esterno. Invece qui la volontà è orientata allo stare bene insieme anche se lo stato d’animo – che non dipende sempre e del tutto da noi – non è in sintonia con quello che esprimiamo.
 
 
 








 

19/11/2012

14/9/2016

Tutti gli ultimi commenti

Ti interessano i commenti dei lettori ad altri articoli? Trovi i più recenti alla pagina BLOG

Scrivi anche tu un commento a questa pagina:

Questo è il tuo spazio: SCRIVI QUI il tuo commento, regalaci la tua esperienza, arricchisci la pagina con la tua storia. Attenzione: NON usare questo box per fare DOMANDE agli esperti!

logo Quandonasce

Calcola la data prevista del parto

Inserisci la data dell'ultima mestruazione e clicca su "calcola"

Ultimi articoli in pubblicazione

Come si sviluppa la vista nei neonati
Cosa vede il neonato? Come si trasforma e si sviluppa la vista dei neonati nel primo anno di vita.
Il seno in gravidanza
Durante la gravidanza il seno si prepara per l'allattamento. Il seno diventa più sodo e più grosso.
Nevo acromico
Il nevo acromico è una alterazione circoscritta, solitamente congenita, della pigmentazione che si identifica con una chiazza di ipopigmentazione.
Cos’è la logopedia e che cosa fa?
La logopedia ha lo scopo di migliorare le possibilità comunicative del bambino.
L'alimentazione del neonato e del bambino piccolo
L'alimentazione dei neonati e del bambino piccolo: le indicazioni dei nostri esperti.

Quiz della settimana

Che cosa fare in caso di perdita di sangue dal naso?
piegare la testa il piu' possibile all'indietro
comprimere la parte ossea del naso
riempire le narici di cotone per arrestare l'emorragia
nessuna delle risposte e' corretta