La risposta al quiz
Verifica la tua risposta e confrontala con quella dei "tuoi colleghi genitori"! Poi, leggi sotto il commento dei nostri esperti.
| CHE COSA CARATTERIZZA LA NUOVA INFLUENZA PANDEMICA A/H1N1? |
| maggiore numero di adolescenti e adulti malati | 46.1% |  |
| maggiore gravità della malattia | 14.9% |  |
| particolare gravità per i bambini | 7.4% |  |
| maggiore rischio di complicazioni per i bambini | 17.2% |  |
| diversità dei sintomi | 14.4% |  |
| Totale risposte: 15229 |
| La risposta più corretta è quella evidenziata in giallo. |
Il commento degli esperti di Pediatria OnLine:
Quando parliamo di "nuova influenza", dobbiamo considerare due concetti:
- clinicamente è una influenza come le altre, nel senso che l'insieme dei sintomi (febbre, tosse, mal di gola, dolori muscolari, spossatezza, inappetenza, ecc.) è sempre lo stesso e così pure la gravità complessiva della malattia non è aumentata rispetto al recente passato
- è nuova, nel senso che presenta degli elementi di riconoscimento (antigeni) diversi da quelli dell'influenza degli ultimi anni.
Questo secondo concetto va chiarito.
Immaginate che gli antigeni siano il
nome e cognome di un virus. Normalmente, ogni anno il virus dell'influenza (chiamiamolo "stagionale") cambia di poco i propri antigeni rispetto all'anno precedente: diciamo che "cambia il nome", ma il cognome rimane lo stesso. Eccezionalmente però, ogni 20-30-40 anni il virus cambia completamente i propri antigeni: in altre parole, "cambia sia il nome che il cognome" e da stagionale diventa "pandemico".
Siccome il nostro sistema immunitario tiene in memoria i nomi e cognomi dei virus che ha incontrato nel corso della vita, i piccoli cambiamenti da un anno all'altro non lo traggono in inganno: non conosciamo l'influenza "Mario Rossi" di quest'anno, ma abbiamo conosciuto diversi "Rossi" negli anni prima e sappiamo come difendercene.
Questa nuova influenza, però, si chiama "Paolo Bianchi" e il nostro sistema immune non ha mai conosciuto alcun "Bianchi": dunque non ha anticorpi pronti per difendersi. Li farà, ovviamente, per cui l'anno prossimo l'eventuale "Giorgio Bianchi" non ci farà più paura. Ma per quest'anno il problema esiste.
Questo esempio spiega:
- il fatto che normalmente gli adulti si ammalano poco di influenza, mentre molti bambini la prendono: gli adulti hanno visto generazioni di "Rossi", mentre i bambini non hanno che pochi anni di esperienza alle spalle
- il fatto che, dunque, per i bambini tutto sommato cambia veramente poco: non avendo anticorpi già pronti si ammalano di tutto, dell'influenza nuova come delle precedenti e come delle decine di virus con cui normalmente vengono a contatto tutti gli inverni
- dal punto di vista dei sintomi non cambierà granchè: essendo il virus dell'influenza sempre lo stesso, a prescindere da nome e cognome, l'influenza si presenterà come ogni anno (febbre, tosse, ecc) e non sarà distinguibile dalle comuni forme respiratorie di cui i nostri bambini si ammalano tutti i mesi
- per la stessa ragione, non sarà più grave del solito: chi si ammala rischia, come tutti gli anni, una serie di complicazioni, dalle più banali alle più serie, ma il rischio di complicazioni (cioè la percentuale di complicazioni rispetto al numero di ammalati) non sarà superiore al solito.
Dove starà il problema, allora? Nel
numero di ammalati e, in particolare, nel numero di adolescenti e adulti che si ammaleranno: a differenza del solito, ci aspettiamo una ampia diffusione proprio nelle fasce di popolazione normalmente risparmiate dalla malattia.
Questo comporterà un
numero maggiore di assenze dal lavoro e di accessi ai servizi sanitari (dal medico di famiglia al pronto soccorso), che costituiranno il vero problema (organizzativo e non medico) di questa pandemia. Per affrontarlo al meglio, il consiglio è uno solo: non pensare al tipo di virus (al "nome e cognome" della malattia), ma solo ai propri sintomi; si va dal medico o, peggio, al pronto soccorso se i sintomi sono gravi o persistenti, evitando il panico al primo colpo di tosse.
Se poi vogliamo adottare una misura drastica ma efficace contro il "panico da influenza", il consiglio è uno solo: spegnere la TV e non leggere i giornali!