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Il Pediatra risponde

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False controindicazioni alle vaccinazioni

Le vere controindicazioni alle vaccinazioni sono poche ed il numero di soggetti per i quali esistono tali controindicazioni è molto basso.

a cura di: Dott. Guido Vertua (pediatra)

Sono la zia di un bambino di tre mesi raffreddato con catarro. La nostra pediatra ci ha consigliato di non vaccinarlo fino a quando non sia completamente guarito. Io invece, da qualche parte, ho letto che non c’è bisogno di aspettare la guarigione: è vero?

Le vere controindicazioni alle vaccinazioni sono poche ed il numero di soggetti per i quali esistono tali controindicazioni è molto basso. Succede spesso però che molti bambini vengano vaccinati con ritardo o addirittura non vengano vaccinati affatto a causa di condizioni che vengano ritenute, falsamente, controindicazioni, spesso dagli stessi operatori sanitari. Vediamo ora di fare il punto della situazione.

Controindicazioni temporanee Si tratta di situazioni transitorie che escludono la vaccinazione solo per il periodo di tempo cui sono presenti: malattie acute con febbre di grado elevato vaccinazioni con virus vivi (quali antimorbillo-rosolia-parotite e antipolio orale tipo Sabin) se nei 30 giorni precedenti è stato somministrato un altro vaccino a virus vivi terapia, in corso, con farmaci che agiscono sul sistema immunitario o con cortisonici ad alte dosi.

Controindicazioni definitive E’ opportuno che al bambino non vengano somministrati alcuni vaccini quando: ha manifestato gravi reazioni a precedenti vaccinazioni è affetto da malattie neurologiche in evoluzione è affetto da malattie congenite del sistema immunitario ha presentato una grave reazione allergica (shock anafilattico) alle proteine dell'uovo (se il vaccino ne contiene) è allergico ad alcuni antibiotici quali streptomicina e neomicina (se il vaccino ne contiene) Se il bambino è affetto da malattie quali leucemie, tumori, AIDS, la situazione va valutata caso per caso.

Controindicazioni false E’ possibile vaccinare un soggetto anche in presenza delle seguenti condizioni: febbre (non superiore ai 38°C), infezioni delle prime vie respiratorie (che danno in genere tosse e rinite) o lieve diarrea in un bambino che, alla visita, risulti in buone condizioni generali terapia antibiotica in corso o cessata da pochi giorni. E’ questo uno degli errori più frequenti: è assurdo pensare che gli antibiotici siano in grado di inibire la crescita di un virus vivo attenuato o di alterare la risposta anticorpale ad un vaccino recente esposizione ad una malattia infettiva: capita spesso di vedere che, se nell’asilo nido dove va il bimbo ci sono stati casi di morbillo o parotite o varicella (e se quindi si suppone che il piccolo possa essere stato potenzialmente contagiato), la vaccinazione venga rimandata anche di parecchi mesi, fino a quando non è passata l’epidemia manifestazioni allergiche lievi (orticaria, comparsa di arrossamento della pelle o di modeste reazioni cutanee) all’ingestione dell’uovo: in questi pazienti i vaccini contenenti proteine dell’uovo (come ad esempio il vaccino antimorbillo, l’antiparotite e l’antiinfluenza) vengono tollerati senza alcun problema storia familiare di convulsioni in bambini da vaccinare contro la pertosse o il morbillo prematurità o basso peso alla nascita: l’età appropriata per iniziare le vaccinazioni è la semplice età cronologica storia personale di allergia ad antibiotici (ad esempio penicillina, cefalosporine, macrolidi): tali antibiotici non sono infatti presenti in nessun vaccino in commercio. Sono invece esclusi, come già detto, i soggetti allergici alla streptomicina e alla neomicina terapia con cortisonici per aerosol o per via topica (crema, pomata) oppure terapia steroidea per via orale di breve durata (meno di due settimane) ed a basso dosaggio, oppure a lungo termine, ma con somministrazioni a giorni alterni gravidanza della madre o di altra donna facente parte della famiglia

23/12/1999

16/12/2014

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