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Il vaccino contro l'encefalite da zecca

Il vaccino contro la Meningoencefalite da zecca è in commercio in Italia. Dovrebbero essere protetti tutti coloro che risiedono in una regione dove sono presenti zecche infette.

a cura di: Dott. Rocco Russo (pediatra)

Che cos’è la Meningoencefalite da zecca?

La meningoencefalite da zecca, conosciuta anche sotto il nome di meningoencefalite verno-estiva, in riferimento alle stagioni (primavera-estate) durante le quali è predominante, è una malattia causata da un virus appartenente al genere Flavivirus. La zecca è una delle cause di questa malattia, per la quale non esiste nessun trattamento specifico. Circa l’1% delle zecche sono infette dal Flaviviurs.

Il morso della zecca infettata dal virus, per via dell'effetto anestetizzante della sua saliva, risulta indolore e l’infezione trasmessa, molto spesso non provoca alcun sintomo, oppure sintomi simili a un’influenza (febbre, dolori agli arti). Questi sintomi avvengono in una minoranza di persone tra 2 e 28 giorni dopo la morsicatura e scompaiono dopo alcuni giorni; l’infezione lascia poi un’immunità che dura per tutta la vita.

In una percentuale del 5-15% delle persone che si ammalano, durante i 4 a 6 giorni successivi, si sviluppa una meningite e l’infezione può anche propagarsi al cervello, provocando una meningoencefalite. I sintomi includono un irrigidimento della nuca, un torpore mentale e delle paralisi flaccide. Nelle forme gravissime sono possibili dei postumi permanenti. Il decesso avviene in una persona su 100, soprattutto nelle persone anziane. Nei bambini e nei soggetti più giovani la meningoencefalite da zecca mostra generalmente un decorso più mite, con progressivo aumento della severità al progredire dell’età.

I rischi legati a questa malattia possono essere ridotti proteggendosi dalle zecche (vestiti, repellenti, ecc), anche se la protezione realmente più efficace è rappresentata dalla vaccinazione.

Che cos’è il vaccino contro la Meningoencefalite da zecca?

Il vaccino contro questa malattia è allestito su cellule embrionali di pollo ed è a base di virus inattivati con formalina cioè viene reso incapace di provocare la vera malattia, ma rimane ugualmente in grado di stimolare le difese dell’organismo contro l’infezione naturale. Il vaccino contro la Meningoencefalite da zecca, da tempo in uso in molti Paesi dell’Europa centrale e settentrionale, è attualmente registrato ed in commercio in Italia dal Luglio 2005: è possibile perciò procurarlo e somministrarlo.

Dovrebbero essere protetti tutti gli adulti e i bambini, di regola a partire dai 12 anni, che risiedono o soggiornano temporaneamente in una regione dove sono presenti zecche infette. La vaccinazione è ovviamente inutile per le persone che non presentano alcun rischio d’esposizione alle zecche. Questo rischio esiste quando c’è un contatto con l’ambiente naturale delle zecche nelle zone infette (luoghi più o meno umidi nelle foreste di latifoglie e foreste miste con abbondante sotto-bosco), le zecche possono però anche trovarsi nei giardini. L’indicazione alla vaccinazione dei bambini piccoli deve essere valutata individualmente a dipendenza dei rischi d’esposizione e del desiderio di protezione.

In situazioni particolari, sia prima che dopo il morso di zecca infetta è possibile attuare anche un’immunoprofilassi passiva, grazie alla somministrazione di anticorpi specifici (immunoglobuline umane), che avviene per via intramuscolare profonda.
 
E' sconsigliata la somministrazione di immunoglobuline dopo 5 giorni dalla esposizione, in quanto sono stati osservati, in casi di somministrazione tardiva di immunoglobuline specifiche, decorsi clinici più gravi di meningoencefalite da zecche. Nel caso la persona esposta abbia già ricevuto una dose di vaccino, la somministrazione di immunoglobuline è ugualmente consigliata soltanto entro 4 giorni dall'esposizione, mentre è sempre consigliata la somministrazione immediata di un'altra dose di vaccino a prescindere dall'intervallo trascorso dalla precedente.

Come e quando si somministra il vaccino contro la Meningoencefalite da zecca?

Il ciclo vaccinale “classico” prevede la somministrazione di tre dosi ai tempi 0, 1-3 mesi, 9-12 mesi, con richiami a cadenza triennale.

In caso di viaggi in aree endemiche, esiste anche la possibilità di seguire un ciclo vaccinale “accelerato” nei giorni 0, 7 e 21, che però non garantisce gli stessi risultati, in termini di risposta anticorpale, del ciclo classico. La vaccinazione viene effettuata per via intramuscolare, preferibilmente nella regione deltoidea.

Dal momento che l’indicazione alla vaccinazione dei bambini piccoli deve essere valutata individualmente a dipendenza dei rischi d’esposizione e del desiderio di protezione, in caso di necessità, viene utilizzata metà dose, previa opportuna agitazione della fiala prima dell’uso, al fine di garantire una appropriata distribuzione dell’antigene immunizzante all’interno del liquido di diluizione. Il periodo migliore per avviare la vaccinazione è quello invernale, in modo che il soggetto sia già protetto nel periodo di massima attività delle zecche e di incidenza di Meningoencefalite da zecca.

Quando si può vaccinare un bambino contro la Meningoencefalite da zecca?

Il bambino con banali infezione delle vie aeree superiori (esempio: raffreddore) può essere vaccinato.

Quando si deve rimandare la vaccinazione contro la Meningoencefalite da zecca?

La vaccinazione contro la Meningoencefalite da zecca deve essere temporaneamente rinviata quando il bambino presenta una malattia acuta con febbre o turbe generali giudicate clinicamente importanti.

Nel caso in cui il bambino presenta un’allergia al lattice (gomma), bisogna sempre avvertire il medico vaccinatore, che può disporre, eventualmente, la vaccinazione in ambiente ospedaliero. Il motivo di tale decisione nasce dal fatto che, esistendo prodotti contenenti questa sostanza nel tappo del flaconcino del vaccino e nella stessa siringa, anche se molto raramente, si possono avere delle reazioni allergiche dopo la vaccinazione, che vengono meglio gestite in un ambiente ospedaliero.

Altre condizioni per le quali il medico vaccinatore è tenuto a rimandare la vaccinazione contro la Meningoencefalite da zecca, sono: gravidanza, trapianto cellule staminali ematopoietiche, terapia con farmaci immunosoppressori a lungo termine, chemio e radioterapia.

Quando non si deve vaccinare contro la Meningoencefalite da zecca?

La vaccinazione contro la Meningoencefalite da zecca deve non deve essere effettuata in caso di:

  • reazione allergica grave (anafilassi) dopo la somministrazione di una precedente dose
  • reazione allergica grave (anafilassi) a un componente del vaccino
  • reazione allergica grave alle proteine dell’uovo.

Cosa fare in caso di eventuali razioni al vaccino contro la Meningoencefalite da zecca?

Il vaccino è molto ben tollerato. Reazioni locali (rossore, dolore, tumefazione) nella sede dell’iniezione sono osservate circa in un terzo delle persone vaccinate. Scompaiono dopo 1-2 giorni. Sono state anche descritte reazioni generali come: mal di testa, stanchezza, dolori muscolari e dolori articolari. La febbre è un evento raro.

Nel caso in cui i suddetti sintomi si dovessero protrarre per più di due giorni ed essere particolarmente rilevanti, si consiglia di consultare il medico al fine di verificare se questi possano essere attribuibili ad altra causa; inoltre in caso di una reazione importante o insolita, previo consulto medico, si deve provvedere ad effettuare la dovuta segnalazione di “avvento avverso”.

17/8/2009

3/1/2016

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