Mio figlio ha sette mesi e mezzo ed ha iniziato lo svezzamento quando ne aveva cinque. Prende ancora tre pasti di latte materno: a colazione, a merenda nel pomeriggio e alla sera verso le 22:30, prima di andare a dormire. Mi hanno detto che, nel caso in cui il bambino prenda ancora il latte materno, le indicazioni più recenti consigliano l'introduzione di alimenti allergizzanti finchè il bambino è ancora "coperto" dal latte materno. Vorrei sapere se è vero e nel caso quale può essere un calendario di introduzione degli alimenti allergizzanti proprio per il bambino che prende ancora il latte materno.

Esistono due articoli recenti in cui viene rimessa in discussione una delle più consolidate convinzioni in fatto di alimentazione infantile e cioè quella che vuole lo svezzamento come un percorso da compiere per gradi, evitando i cibi solidi prima dei sei mesi per evitare le allergie.

Lo studio ha seguito 642 bambini fino all'età di cinque anni e ha scoperto che l'introduzione ritardata dei cibi solidi proteggeva da asma, allergie ed eczemi solo nel primo anno di vita, quindi perdeva ogni effetto e questo indipendentemente dalla presenza di una storia familiare di allergie ed asma.

Inoltre due alimenti per cui si consiglia di aspettare (le uova e il latte di mucca) facilitavano le allergie se dati troppo tardi. Infatti, se il bambino assaggiava per la prima volta uova e latte quando aveva più di anno, la probabilità di reazioni allergiche aumentava, rispettivamente, del 60% e del 70%.

Questo studio condotto in Germania afferma che ritardare lo svezzamento potrebbe aumentare il rischio di allergie ed eczemi fino a tre volte, invece di ridurlo come si credeva fino a oggi.

Nel contempo però un altro studio inglese pare giungere a conclusioni opposte: infatti i dati hanno rivelato che il rischio di allergie o eczemi ad un anno d'età triplicava, se lo svezzamento era cominciato prima dei quattro mesi. Inoltre, il rischio era dell'80% maggiore per i maschietti.

Secondo la mia esperienza di pediatra e di allergologo il consiglio è quello di cominciare sempre lo svezzamento con gli alimenti considerati generalmente meno allergizzanti quali brodo di verdure (la cottura ne riduce l'allergenicità) con carote, patate, lattuga.

Successivamente si prosegue con finocchio, fagiolini, sedano lasciando per ultimi legumi e zucchine. Crema di riso, mais e tapioca, carni bianche (coniglio, tacchino e agnello) (solo tardivamente vanno introdotti manzo e vitello), olio extra-vergine d'oliva. Si possono introdurre mela, pera, banana e, solo dopo l'anno, gli altri frutti: agrumi, pesca, albicocca, fragola e kiwi.  

E'  indubbio che la migliore profilassi dell'allergia è l'allattamento materno mentre per il latte vaccino è meglio aspettare almeno fino al 12° mese di vita del piccolo. Per tutto il primo anno, andrebbero evitati il bianco d'uovo, (il tuorlo può essere introdotto a partire dal 9° mese), i pomodori e gli agrumi.

Per tutti i cibi, poi, occorre controllare sempre  la loro freschezza e genuinità ed il fatto che siano privi di conservanti e additivi, mal tollerati dallo stomaco del piccolo.  L'allergia al pesce, che rappresenta uno degli alimenti più allergizzanti, presenta una elevata frequenza soprattutto nei paesi forti consumatori (Spagna, Norvegia, Svezia); nei bambini a rischio atopico è consigliabile la sua introduzione dopo il dodicesimo mese di vita.
 

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