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Ipoglicemia neonatale

L'ipoglicemia è un'evenienza frequente nel periodo neonatale e riveste carattere d'urgenza poiché può rappresentare un rischio per la vita del bambino.

a cura di: Dott. Guido Vertua (pediatra)

Vorrei sapere qualcosa sulla ipoglicemia neonatale.

L'ipoglicemia (la riduzione del livello di glucosio nel sangue) è un'evenienza frequente nel periodo neonatale e riveste carattere d'urgenza poiché può rappresentare un rischio per la vita del bambino o può produrre gravi conseguenze di tipo neurologico, qualora non venga prontamente diagnosticata o non sia rapidamente corretta. La fisiologica predisposizione all'ipoglicemia del neonato dipende da molteplici fattori: nel periodo neonatale il fabbisogno energetico (in particolare di zuccheri) è elevato; dal momento della nascita viene improvvisamente a mancare l'apporto materno di glucosio attraverso la placenta; altri meccanismi di formazione del glucosio da diversi substrati metabolici come i grassi e il glicogeno si attivano con difficoltà nei primi giorni di vita.

Le ipoglicemie possono essere transitorie o persistenti. Le prime sono dovute ad un insufficiente apporto di glucosio come nella prematurità o nel ritardo intrauterino di crescita o nel digiuno protratto, oppure ad un aumento delle richieste energetiche come nelle infezioni, nell'ipossia, nell'ipotermia, nelle cardiopatie congenite od infine ad un aumentato consumo di glucosio per elevata concentrazione ematica di insulina come nei figli di madre diabetica. Le ipoglicemie neonatali persistenti sono invece dovute a numerose malattie metaboliche, a disordini endocrini o a disturbi pancreatici che portano ad un'eccessiva produzione di insulina da parte del neonato; sono in genere refrattarie alla terapia. Tornando alle forme di ipoglicemia transitoria, di una delle quali ha probabilmente sofferto suo figlio, occorre precisare che quelle a comparsa molto precoce (nelle prime 6-12 ore di vita) sono in genere dovute ad un processo di adattamento neonatale e sono asintomatiche in circa l'80% di casi, per cui vengono identificate solo con la valutazione della glicemia capillare. Tendono a risolversi nel giro di poche ore e hanno prognosi buona.

Una volta stabilizzata la glicemia solitamente non è necessario ripetere periodicamente il dosaggio del glucosio nel sangue. Altre forme di ipoglicemia transitoria possono essere presenti talora fin dalla nascita, ma spesso compaiono più tardi (nel 50% dei casi anche successivamente alle prime 72 ore di vita). Richiedono un controllo più frequente della glicemia e, se il livello di glucosio nel sangue rimane al di sotto di determinati valori, necessitano della somministrazione di zucchero per via orale o dell'infusione di glucosio per via endovenosa. L'inizio, la durata e la gravità dei sintomi sono in rapporto alla causa che ne è alla base.

La sintomatologia dell'ipoglicemia neonatale è dovuta alla sofferenza cerebrale causata dal ridotto arrivo di glucosio (che è la principale fonte di nutrimento del cervello) ed è rappresentata da tremori, irritabilità, anormalità del pianto, crisi di cianosi, vomito, rifiuto ad alimentarsi, ipotonia, spasmi muscolari, e convulsioni. L'encefalopatia causata dall'ipoglicemia può lasciare conseguenze neurologiche permanenti allorquando sia di notevole entità e di durata superiore alle 6 ore.