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Un portatore di talassemia

I "portatori sani" di talassemia sono da considerare soggetti del tutto normali. Solo in questi casi particolari i portatori sani devono essere sottoposti a trattamenti specifici.

a cura di: Dott. Maurizio Aricò (oncoematologo pediatra)

Da una analisi del sangue abbiamo saputo che nostro figlio è portatore di talassemia; nessuna sorpresa, ce lo aspettavamo poiché anche mio marito (e a ritroso anche mio suocero) è portatore microcitemico (N.d.R.: la microcitemia è la presenza di globuli rossi anormali, di dimensioni inferiori alla media). Il nostro medico di famiglia suggerisce a mio marito di fare costantemente dei cicli di integratori o ricostituenti poiché i microcitemici tendono ad avere alcune carenze. È vero? Devo fare la stessa cosa con mio figlio che ora ha tre anni? In effetti dalle analisi risulta leggermente carente di ferro. È vero che il ferro a questi soggetti va somministrato in modo diverso poiché tendono non a metabolizzarlo ma a sedimentarlo affaticando il fegato? Insomma, che genere di "attenzioni" devo avere nei riguardi del piccolo?

I "portatori sani" come spesso definiamo i soggetti eterozigoti, di talassemia sono da considerare soggetti del tutto normali. In rare occasioni questo tratto si associa ad altre caratteristiche che possono limitare la capacità di produrre globuli rossi normali. Solo in questi casi particolari i portatori sani devono essere sottoposti a trattamenti specifici. Se i valori di emoglobina di suo figlio sono normali le suggerirei di non fare assolutamente nulla. Se i valori sono medio - bassi, vale la pena di fare una indagine accurata, una sola volta nella vita, per stabilire il suo assetto. Non si preoccupi: questa caratteristica, come lei stessa racconta, fa parte della popolazione italiana e non deve crearle nessuna ansia.

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