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Ha iniziato a balbettare

Ha iniziato a balbettare dopo i due anni. Nel 60% dei casi si ha una risoluzione spontanea. I consigli dello psicologo per aiutare il bambino a superare la balbuzia.

a cura di: Dott. Biagio Di Liberto (psicologoterapeuta - direttore di cild – centro italiano logoterapia dinamica - www.cild.it)

Mio figlio di due anni e cinque mesi ha iniziato balbettare da un mese e mezzo. Era in un momento di forte "passione" per il linguaggio e la comunicazione e ogni giorno diceva parole e frasi nuove, anche se con qualche storpiatura (gli mancano ancora alcune consonanti). In un primo momento ripeteva le sillabe, soprattutto nei momenti in cui era più stanco o agitato. Negli ultimi 20 giorni il fenomeno ha avuto un andamento altalenante per poi ripeggiorare al ritorno a casa dopo una settimana di mare dove, nonostante avesse sentito molto la mancanza del padre che non è potuto venire con noi, aveva balbettato molto poco. È stato in questa circostanza che la ripetizione della sillaba si è trasformata nella cosiddetta balbuzie tonica con nell'incapacità di emettere alcun suono. Ho capito perfettamente che la cosa ha generato in lui un profondo smarrimento e, dal giorno successivo, ha smesso completamente di parlare e ha ricominciato a fare "versetti" da bimbo piccolo. Il silenzio è durato tre giorni; ieri sera ha ricominciato a dire qualche parola, ma con molta fatica. Preciso che ho da subito cercato di ignorare in sua presenza il problema, non l'ho mai interrotto o corretto. Sono molto preoccupata.

Gentile signora, il linguaggio del bambino, anche poco strutturato, è strumento efficacissimo di comunicazione. È segnale dell'animo e della psiche che in famiglia provoca reazioni talvolta inaspettate, come nel caso delle disfluenze evolutive. La preoccupazione di fronte ad esitazioni ed inceppamenti fonetici e verbali, la fatica sul volto di un bambino desta sicuramente una forte apprensione.

Confrontandomi da anni con le famiglie e con i vissuti d'impotenza di fronte alla fatica di un bimbo o di una bimba che non riesce a pronunciare la consonante iniziale o ripete più volte la stessa frase ho sempre ripetuto che la mamma e il papà sono attori fondamentali, "terapeuti" non formali, della progressione e della crescita del bambino. Il linguaggio è manifestazione di un equilibrio profondo, emotivo, ambientale, cognitivo, neurologico, relazionale. L'avvertimento di un "pericolo", reale o spesso solamente avvertito, richiede al bambino uno strumento (linguaggio) altrettanto forte, adeguato al disagio (reale o presunto) subito.

La domanda fondamentale per un genitore, in prima istanza, è chiedersi "come rispondo quando mio figlio esita?" Non lasciatevi intrappolare dai sentimenti d'impotenza: la preoccupazione non costituisce un vantaggio per il bambino e può precludere una serena comprensione di quella che, ancora a questa età si configura come disfluenza... come linguaggio a rischio (come preferisco indicare).

È frequente che il linguaggio in fase di rodaggio presenti difficoltà nella produzione di suoni, con il vocabolario quotidiano e con la strutturazione delle prime frasi. Ripetizioni di parole, di sillabe, di frasi intere, esitazioni, prolungamenti, riformulazioni della frase, sono fenomeni frequenti nelle fasi iniziali del linguaggio.

È terapeuticamente importante costituire precocemente delle situazioni di stimolo e di contenimento delle disfluenze (sia da parte dei genitori che da esperti riguardo la relazione e l'approccio al disturbo), affinché il disturbo (nella fase iniziale) non si fissi e cronicizzi nel tempo. È necessario, da un punto di vista prevenentivo, alleggerire l'interesse verso il parlare valorizzando altre forme di comunicazione, più libere ed immediate.

È necessario per un genitore spostare l'attenzione sul "cosa dice" piuttosto che al "come lo pronuncia", rasserenandosi internamente, senza inutili e dannosi tentativi di calmare il bambino, invitandolo a respirare o ad esempio ad andare più lentamente. Deve sempre essere rispettato il "tempo" del bambino, anche e, sottolineo, soprattutto durante la sua esitazione e la sua difficoltà. Tenga presente queste indicazioni, queste prudenze linguistiche d'approccio per contenere i blocchi verbali e il vs. sentimento d'impotenza, al fine di facilitare e promuovere il livello globale della comunicazione:

Utilizzare un linguaggio facile, semplice, morbido, rallentato in presenza del bambino, offrendo un "modello" verbale ed articolare chiaro e preciso, in particolare dopo aver ascoltato la difficoltà del bambino, senza scadere nell'artificiosità e "stranezza". Modellare l'eloquio in modo disteso, consigliando la stessa modalità agli altri membri della famiglia. Per stimolare il bambino al raggiungimento della fluidità utilizzare un livello di comunicazione meno complesso ed articolato, privilegiando un vocabolario elementare e frasi corte.

Non interrompere, anticipare le frasi o finire il discorso di un bambino che balbetta. Nella conversazione rispettare i "turni" d'inserimento verbale e non sovrapporsi mentre si parla. Attendere che termini la sua frase e il suo discorso con disponibilità e attenzione. Prendere la consuetudine di commentare singole situazioni o momenti del fare (discorso parallelo), piuttosto che porre frequenti domande che affaticano il bambino. Durante i momenti o le giornate di maggiore difficoltà verbale offrire al bambino le più ampie occasioni di linguaggio e la possibilità di parlare liberamente stimolato da percorsi ludici a lui particolarmente interessanti e gradevoli.

Organizzate percorsi e momenti di attività non-verbali, di costruzione, ecc., che possano "scaricare" ed alleggerire la tensione verbale, valorizzando forme comunicative alternative. Evitare "competizioni verbali" quali ad esempio obbligare a raccontare eventi ad amici o parenti, al fine di limitare e contenere la "pressione" del livello di costruzione verbale del bambino. Non evidenziare al bambino le sue difficoltà verbali.

Non invitatelo alla "calma", a "prendere il fiato", "a parlare lentamente", ad "aprire di più la bocca", a "rallentare", a "pensare a quello che deve dire". Cos' facendo, infatti, si comunica la sua "diversità", si comunicano forti livelli d'ansia che appartengono all'adulto ma non al bambino che "vive la difficoltà" ma non la "prova" ancora. Il bambino potrebbe equivocare la natura dello stimolo interpretandolo come un rimprovero riguardo la sua incapacità a parlare come gli altri.

Se il bambino vi sottolinea la sua difficoltà verbale, presentategli il fatto che tutte le persone hanno difficoltà ed esitazioni verbali quando sono stanchi e particolarmente agitati. Per voi genitori è importante considerare evolutivamente la difficoltà presente, sdrammatizzando, accogliendo con tranquillità la comunicazione del bambino, per quanto questa sia soggetta a tonicità (blocchi e arresti) o ripetizioni.

Una balbuzie primaria, apparente e transitoria, è tipica dell'età infantile, costituita da fisiologiche e normali disfluenze e da intermittenti esitazioni e ripetizioni sillabiche iniziali. La sua soluzione è spontanea in circa il 60% dei casi dei bambini in età prescolare, e con intervento indiretto dà risultati positivi nella maggior parte dei casi. Sia attenta al linguaggio del suo bambino, ma altresì sia disponibile alla sua comunicazione cogliendone il significato affettivo, il bisogno nascosto dietro anche la fatica del comunicare.

4/4/2003

22/4/2016

I commenti dei lettori

Salve, sono una mamma di un bimbo di due anni appena compiuti che improvvisamente ha iniziato a balbettare in modo molto evidente. Premetto che mio figlio ha sviluppato presto ed in modo molto repentino le sue capacità di memoria e linguaggio (ha iniziato a parlare a 14 mesi, più di 50 vocaboli comprensibili, a 16 mesi contava da solo fino a venti, a 18 mesi verbalizzava frasi di sensi compiuto e commenti o riflessioni personali su fatti quotidiani e riportave già correttamente e nei dettagli episodi accaduti fino a 3 mesi precedenti, conosce A MEMORIA il testo di 19 libri per bambini, in media 30 parole per pagina e conosce l'alfabeto, riconosce le lettere A B C N O H all'interno di una frase, riconosce forme geometriche come l'ovale, il cerchio, il pentagono, il semicerchio,eccetera...chiamandole con i loro nomi. Insomma, è un bambino sveglio senza che noi ci siamo mai affannati a esigere nulla da lui, semplicemente gli spieghiamo o leggiamo le cose qualche volta e lui ricorda e ripete tutto, oltre che fare una marea di riflessioni personalil corrette e talvolta sconvolgenti!) Ha imparato a fare pipì e pupù nel vasino chiamandoci, in una settimana, sotto i nostri occhi increduli, e la notte a volte non bagna già più (ha imparato il tutto circa tre settimane fa). Le persone che lo incontrano e le educatrici del nido sono esterrefatte da tutte queste sue manifestazioni da "bimbo più grande" e a noi non fa che piacere vedere che lui è così sveglio e acuto. Però ora, senza motivo apparente (nulla di nulla è cambiato nella routine) ha iniziato a balbettare in modo molto evidente (almeno una parola per frase e anche con parole già stra-conosciute). Si inceppa proprio e fa uno sforzo enorme per concludere la parola. Noi stiamo facendo finta di niente ma iniziamo a preoccuparci... speriamo si risolva da sé… PS:a noi andrebbe bene anche se nostro figlio non parlasse ancora, non siamo minimamente interessati ad avere un bimbo prodigio. Solo un bimbo felice!!

eleonora (BG) 24/02/2011

salve, sono un babbo molto preoccupato. io e mia moglie siamo partiti per motivi di lavoro in America per circa 10 giorni e abbiamo lasciato nostra figlia di due anni e mezzo dai nonni. Al nostro rientro ci siamo accorti che nostra figlia ha iniziato a balbettare,a non riuscire a iniziare una frase. Vorrei sapere, visto che è stato a stretto contatto con il nonno che balbetta, se può essere la causa, cosa devo fare, come comportarmi e eventuali soluzioni.

enzo (RN) 06/08/2011

Ciao, sono una mamma di un bimbo di tre anni.... mio figlio è sempre stato un bimbo precoce e sveglio anche se caratterialmente lo definirei piuttosto sensibile. Quest'estate durante la prima settimana di vacanza essendo a contatto con il cuginetto e il fratellino più piccoli è stato più volte rimproverato e ripreso a causa di un comportamento un pò aggressivo e a distanza di qualche giorno ho notato che dal nulla ha iniziato a balbettare ripetendo l'inizio della frase. La cosa che mi strugge è vedere che lui capisce il problema quindi si mette la mano davanti la bocca...si ferma e ricomincia la frase correttamente....ma a me fa una pena infinita...anche se faccio finta di niente,sorrido e continuo a parlare con lui come se niente fosse capisco che per il bambino non è piacevole e ne soffre in quanto tende ad essere più taciturno. Vorrei un consiglio.... e capire se è il caso di avere solo pazienza nell'attesa di ritornare alla routine di tutti i giorni.

Angela (PA) 23/08/2011

salve sono ciro,un papà di trè figli di cui due gemelli anna e alessandro, più sara di 6 mesi. uno dei gemelli cioè alex ha iniziato a balbettare, come posso fare o a chi rivolgermi per aiutarlo? ha 3 anni ed ha sempre parlato molto bene. sono molto preoccupato.

ciro (NA) 15/01/2012

attenzioni curateli perche balbettare da grandi è segno di essere posseduti dal diavolo...ma dai...tutte ste preoccupazioni per sta cagata...va be spero qualcuno sappia che molte personalita di fama mondiale sono balbuzienti...(winston churchill tanto per citarne una in passato)...ps. un ragazzo balbuziente di 21 anni (forma lieve) studende di giurisprudenza 3 anno media 28 nella 1 universita di italia da 11 a sta parte.... ( a dimenticavo questo "gravissimo problema" non mi ha impedito di imparare e farmi certificare 2 lingue a parte l'italiano...va be) ciao

affarimiei (PD) 17/10/2012

Io ho un esperienza come tante, balbettavo fin da piccola, crescendo ho migliorato e balbettavo solamente in certe situazioni e davanti a una determinata tipologia di persone. Ora sento che ne sto uscendo, è per la prima volta nella vita che mi sento così propositiva, dopo vari corsi , percorsi, sedute interminabili dallo psicologo e logopedista. Ora grazie a uno speciale percorso sto migliorando giorno per giorno e ne sono felice.

antonella (MI) 13/02/2013

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