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Il Pediatra risponde

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Mette le mani in bocca

Il neonato fra i 3 e i 5 mesi impara a mettere le mani in bocca perché la cosa gli fa piacere e soddisfa il bisogno di succhiare. Ha aumentato anche la salivazione.

a cura di: Dott.ssa Tiziana Candusso (pediatra)

  • 1° domanda: la mia bambina che ha quasi 4 mesi e allatto al seno, da circa tre settimane ha intensificato il ritmo dei pasti (circa ogni 3-4 ore) anche se ogni poppata non dura in media più di dieci minuti (mentre un tempo mangiava anche per 20-30 minuti). E' normale che faccia ancora almeno sei pasti al giorno tenendo presente che in principio ne faceva solo cinque? Può essere che il mio latte non sia più sufficiente? Ho notato inoltre che la digestione è diventata molto più lenta e che lamenta spesso fastidi alle gengive (produce molta saliva ed ha spesso le mani in bocca): può essere questo il motivo per cui ha cambiato i ritmi dei pasti e del sonno?
  • 2° domanda: siamo i genitori di Margherita, una bambina di quattro mesi, nata di 3,230 Kg e lunga 52 cm; attualmente la bimba pesa 5,980 Kg. Le ultime due settimane Margherita è cresciuta complessivamente di soli 90 gr; la bimba è comunque vispa, reattiva, di buon umore, dorme regolarmente e volentieri. E' allattata prevalentemente al seno materno, con integrazione sporadiche e soprattutto serali (prima del sonno notturno). Abbiamo anche provato a offrirle integrazioni di latte artificiale più frequentemente, ma la bimba spesso lo rifiuta, manifestando segni evidenti di sazietà. Come dobbiamo regolarci, essendo un poco preoccupati dello scarso aumento di peso delle ultime settimane (precedentemente è aumentata regolarmente di ca. 130/200 gr. per settimana)? Abbiamo anche notato un aumento considerevole di salivazione e che la bimba mette molto spesso le mani in bocca.

Il lattante fra i 3 e i 5 mesi impara a mettere le mani in bocca perché la cosa gli fa piacere e soddisfa il bisogno di succhiare. La salivazione è la risposta a questo comportamento: la saliva ha un'azione disinfettante che protegge il cavo orale. Fin qui, nulla di anormale. Non scambiate questo comportamento per un segno di fame o di dolore alla bocca. Invece, un segno di fame può proprio essere la riduzione dell'intervallo fra i pasti e quindi il fare un pasto in più; magari, il tutto è accompagnato da segni di insoddisfazione, come staccarsi dal seno brontolando dopo alcuni minuti di poppata "insufficiente". In questo caso, bisogna ricorrere all'aggiunta con latte adattato? Non sempre. Intanto, se il lattante cresce bene vuol dire che alla fine mangia abbastanza: quindi, se cresce si continua come prima. Se non cresce, allora qualche tentativo si impone.

L'approccio migliore consiste nel provare un pasto di latte adattato verso sera (che è il momento in cui il latte della mamma può scarseggiare). Date un pasto direttamente con il biberon, saltando per quella volta il seno materno (altrimenti il bambino fa i dovuti confronti e rifiuta la bottiglia): se l'accetta e la crescita riparte, allora ci voleva proprio un extra: continuate; se non l'accetta e le condizioni generali peggiorano (rigurgiti, febbricola, pallore, ecc.), servirà un controllo del Pediatra e magari un esame delle urine; se nulla di patologico viene fuori, il bambino prosegue con una crescita scarsina e però ha bell'aspetto e umore vivace, allora tenetevelo così. Probabilmente è di quegli irriducibili che "o la mamma o niente!". In questo caso, magari si lascerà corrompere più avanti da una bella minestrina saporita.

1/1/1997

8/11/2015

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