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approfondire insieme al Pediatra

Il bambino che si ammala

La principale causa della ricorrenza delle infezioni è la precoce socializzazione dei bambini negli asili nidi o nelle scuole materne, che favorisce l'esposizione a virus e a batteri.

Le infezioni respiratorie ricorrenti (IRR) sono per il pediatra una delle cause più frequenti di richiesta di visita e rappresentano per il medico una sfida importante sia dal punto di vista terapeutico che preventivo.
Ma quali sono i criteri secondo i quali si ritiene che un bimbo si ammali più del dovuto? In realtà non esiste una definizione di IRR universalmente accettata per cui la diagnosi prende in considerazione la frequenza degli episodi infettivi nell’arco di un anno. La Società Italiana di Pediatria considera “fuori dalla norma” un bambino che:

  • ha un numero di infezioni respiratorie in un anno superiore a sei
  • presenta più di un’infezione respiratoria al mese nel periodo da settembre ad aprile
  • ha più di tre infezioni delle basse vie respiratorie nell’arco di un anno.

Le patologie e i distretti respiratori interessati

Il bambino con IRR è quasi sempre un bimbo di età inferiore ai sei anni, che presenta infezioni delle alte vie respiratorie (riniti, faringo-tonsilliti, otiti, sinusiti) e, più raramente, delle basse vie respiratorie (laringiti, tracheiti, bronchiti, polmoniti). Tali infezioni non differiscono per gravità e durata da quelle dei coetanei con una normale incidenza di malattie delle vie aeree e hanno un andamento stagionale, dall’inizio dell’autunno alla fine dell’inverno.

I sintomi sono quelli tipici del bambino che frequenta l’asilo: raffreddore e naso che cola o pieno di muco, starnuti frequenti, occhi rossi e spesso lacrimanti, malessere generale con riduzione dell’appetito (come conseguenza dell’attenuazione del senso dell’odorato e del gusto), dolore a deglutire, tosse, mal d’orecchio e, molto frequentemente, febbre.

Perché alcuni bambini si ammalano di più

La principale causa della ricorrenza delle infezioni è la precoce socializzazione dei bambini negli asili nidi o nelle scuole materne, che favorisce l’esposizione a virus e a batteri. Il bambino piccolo presenta fisiologicamente un’inesperienza o verginità immunologica: in altre parole, non avendo avuto precedenti contatti con gli agenti infettivi non ha prodotto una immunità specifica (cioè non ha creato anticorpi) nei loro confronti. E’ indubbio che lo stare insieme e per molte ore ad altri coetanei in luoghi chiusi facilita la diffusione e l’incontro con diversi patogeni.

Gli stessi agenti infettivi contribuiscono alla recidiva delle infezioni poiché inducono uno stato transitorio di immunodepressione, cioè di riduzione delle capacità dell’organismo di difendersi dai batteri e dai virus. Come conseguenza si instaura un circolo vizioso infezione-immunodepressione-infezione che spiega il motivo per cui un bambino che frequenta l’asilo nido e/o la scuola materna è spesso malato.
D’altronde il portare il bimbo all’asilo rappresenta per i genitori, nella maggioranza dei casi, una condizione di assoluta necessità in rapporto alle loro esigenze lavorative.

L’importanza del fumo

Il secondo fattore che favorisce il ripetersi delle infezioni è il fumo di sigaretta, anche quello passivo, che provoca una inibizione dei meccanismi di difesa delle vie respiratorie, in particolare il meccanismo della "clearance mucociliare". Normalmente infatti le ciglia che si trovano sulla superficie delle cellule che tappezzano la mucosa delle vie respiratorie spingono verso l'alto, con un movimento sincronizzato, il muco in cui vengono intrappolate varie sostanze che respiriamo (virus, batteri, pollini, fumi derivanti dalla combustione di carbone e tabacco ecc.), muco che poi viene espettorato. Il fumo della sigaretta impedisce questo movimento favorendo la penetrazione dei germi patogeni nelle vie respiratorie.

Altre cause che favoriscono la ricorrenza delle infezioni

Anche l’inquinamento ambientale, con un meccanismo simile a quello nell’inalazione passiva del fumo di sigaretta, provoca alterazioni cellulari e funzionali a carico delle mucose delle vie respiratorie. Abitare in aree urbane con un alto livello di industrializzazione comporta perciò una maggiore incidenza di infezioni respiratorie e di tosse cronica rispetto a risiedere in aeree rurali.
Un altro fattore favorente è l’essere allergici: i bambini allergici si ammalano di più perché l’allergia (ad esempio alle muffe o alla polvere della casa o ad alcuni tipi di erbe o alberi) è responsabile di un’infiammazione minima, ma persistente, della mucosa respiratoria che, alterando il sistema barriera delle vie aeree, favorisce l’infezione da parte di diversi microorganismi patogeni.

In conclusione, sebbene le infezioni ricorrenti dell’infanzia tendano di solito a diminuire di frequenza con l’aumentare dell’età, costituiscono in ogni caso un fondato motivo di preoccupazione per la famiglia e rappresentano un problema considerevole in termini di costo sanitario, di assenze scolastiche da parte del bambino e di perdita di giornate lavorative per i genitori impegnati nell’accudire il piccolo paziente.
 

25/10/2011

13/2/2015