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Il vaccino contro il Meningococco, è costituito da un "pezzo" della capsula di questo batterio in modo da non essere più pericoloso, ma capace di stimolare l'organismo a difendersi dalla malattia.
a cura di: Dott. Rocco Russo (pediatra)
Il Meningococco, chiamato scientificamente Neisseria meningitis, è un germe che molto spesso, è presente nel naso e nella gola di “portatori sani”, cioè soggetti che tengono con se il germe ma non presentano alcun sintomo della malattia da lui stesso causata. Non è noto il periodo esatto della trasmissione del Meningococco, ma si ipotizza che la via principale di trasmissione sia da persona a persona, attraverso il contatto diretto (esempio: baci) o con le goccioline di saliva dei “portatori sani” (esempio: starnuti e tosse).
A volte questo germe, per cause ancora non ben conosciute, anziché stare nel naso e nella gola, può passare nel sangue e diffondersi in tutto l’organismo, causando:
Molte di queste patologie richiedono il ricovero in ospedale e nei bambini possono causare danni permanenti come: perdita dell’udito, ritardo mentale, amputazione di dita o di arti, cicatrici cutanee ed in alcuni casi “fulminanti” possono essere anche mortali entro alcune ore, nonostante un’adeguata terapia. La mortalità in tutte le età è del 10%, ma negli adolescenti si avvicina al 25%.
Della famiglia Meningococco si conoscono, per il momento, solo 13 “componenti” (chiamati scientificamente sierogruppi), ma solo 5 di questi, denominati A, B, C, W135 e Y, causano gravi malattie; il tipo B ed il C sono i più frequenti in Europa.
I segni di meningite da meningococco non sono distinguibili da quelli della meningite acuta causata da altri batteri e sono caratterizzati da un esordio improvviso con febbre, brividi, malessere generale e dalle specifiche macchie cutanee (esantema).
Il vaccino contro il Meningococco, è costituito da un “pezzo” della capsula di questo batterio, estratto in laboratorio, in maniera tale da non essere più pericoloso, ma capace di stimolare l’organismo a difendersi dalla vera malattia.
Attualmente si dispone di due tipi di vaccino antimeningococcico:
Purtroppo non è ancora disponibile un vaccino contro la N. meningitidis di gruppo B, a causa dei problemi rappresentati dalla “trasformazione continua” di questo tipo di gruppo.
Il vaccino antimeningococcico polisaccaridico tetravalente, pur proteggendo da quattro specifici sierogruppi (A, C, W135 e Y), ha il grosso limite di non essere efficace nei bambini, specie sotto i 5 anni e di essere incapace di stimolare l’organismo a potersi difendere, per lungo tempo, dalla vera malattia. Questo vaccino è autorizzato in Italia da molti anni ed è stato utilizzato quasi esclusivamente nei militari, per i quali è obbligatorio dal 1986, e nei viaggiatori diretti in località a rischio.
Il vaccino meningococcico C-coniugato con la sola protezione contro il sierogruppo C, è in grado di indurre una buona risposta anticorpale a partire dal 3° mese di vita e mantiene sempre alto nel tempo il livello di protezione contro la malattia.
La vaccinazione antimeningococcica viene particolarmente consigliata ed è gratuita per soggetti con condizioni di salute che presentano elevato rischio per la meningite meningococcica (es. pazienti splenectomizzati, o con malattie con alterazione della cascata del complemento). Questa vaccinazione può anche essere offerta gratuitamente ai bambini nei primi anni di vita per i quali vi sia uno specifico programma vaccinale, stabilito dalla Regione di appartenenza.
Il vaccino polisaccaridico tetravalente contiene 50 microgrammi di ciascuno dei polisaccaridi capsulari di gruppo A, C, W135 e Y, e negli adolescenti ed adulti, viene somministrato in una sola dose.
In Italia, sono attualmente in commercio vaccini antimeningococcici C-coniugato (monovalente), prodotti da quattro Aziende farmaceutiche. Le schedule vaccinali di somministrazione, leggermente diverse tra loro, solo per quanto riguarda la vaccinazione per bambini da 3 a 12 mesi, mentre per i bambini di età superiore ad un anno, adolescenti e adulti, è indicata, una singola dose per qualsiasi di questi tipi di vaccini.
Il vaccino viene somministrato con una iniezione intramuscolare profonda, preferibilmente nella regione anterolaterale della coscia nei bambini sotto i 12 mesi e nella regione del deltoide nei bambini di età superiore ai 12 mesi, adolescenti e adulti. Il vaccino non deve essere iniettato per via endovenosa, per via sottocutanea o per via intradermica. Non deve essere mescolato nella stessa siringa con altri vaccini. In caso di somministrazione di più vaccini, si devono eseguire le iniezioni in punti diversi.
Può essere vaccinato il bambino con infezione delle vie aeree superiori (esempio: raffreddore, tosse) e con storia clinica di pregressa malattia invasiva meningococcica.
Si deve rimandare la vaccinazione, in caso di una gravidanza in atto ed in caso di malattia acuta grave con o senza febbre.
Non si deve vaccinare, in caso di gravi reazioni allergiche (anafilassi), dopo la somministrazione di una precedente dose ed in caso di gravi allergiche (anafilassi) a uno specifico componente del vaccino.
Di solito questo vaccino non provoca particolari reazioni, ma è possibile che entro le 48 ore dalla vaccinazione, si verifichi una reazione irritativa passeggera nel punto dove è stata effettuata la puntura. Questa reazione si manifesta con gonfiore, rossore e dolore. Raramente può comparire febbre, che per lo più è modesta e si cura con l’utilizzo di un qualsiasi antipiretico. Dopo la vaccinazione antimeningococcica, possono anche comparire delle manifestazioni di lieve entità, come cefalea, nausea e vomito, che devono essere trattate con opportuno riposo ed dieta leggera. Nel caso in cui questi sintomi si dovessero protrarre per più di due giorni si consiglia di consultare il medico al fine di verificare se questi possano essere attribuibili ad altra causa; inoltre in caso di una reazione importante o insolita, previo consulto medico, si deve provvedere ad effettuare la dovuta segnalazione di “evento avverso”.
17/8/2009
29/3/2013
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