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Il cioccolato fa male ai bambini piccoli?

Esistono un mucchio di luoghi comuni da sfatare sul cioccolato.

a cura di: Dott. Guido Vertua (pediatra)

1° Domanda: sono il babbo di due bimbi, uno di tre anni e mezzo e l’altra di 18 mesi, a cui un paio di volte a settimana concedo la possibilità di mangiare un pezzetto di buon cioccolato fondente senza aggiunta di idrogenati, lecitine e altri prodotti. Visto che questo mi è possibile grazie al lavoro che faccio ritengo che non sia nocivo alla loro salute, purtroppo però questo scatena una diatriba tra me e mia moglie che preferirebbe i prodotti più comunemente in commercio come il più latte e meno cacao o simili. Gradire un vostro parere relativo a questo argomento.

2° Domanda: a che età si può dare il cioccolato ad un bambino? Dal punto di vista alimentare (calorie, additivi più o meno genuini, etc) è meglio (o meno peggio) il cioccolato fondente o quello al latte?

Esistono un mucchio di luoghi comuni da sfatare sul cioccolato. Non è vero ad esempio che faccia venire i brufoli o che sia molto allergizzante. È ormai assodato che non esiste alcuna associazione con l’insorgenza dell’acne: un recente rapporto della American Medical Association conferma che l’acne nell’adolescenza è per lo più provocata da fattori ormonali e non dal consumo, a volte eccessivo, del cioccolato, la cui assunzione perciò non influisce dal punto di vista clinico sull'evoluzione di questo antiestetico disturbo della pelle.

Se poi prendiamo in considerazione una serie di alimenti in grado di scatenare reazioni allergiche vediamo che, in ordine di frequenza, il cioccolato si situa alla fine di una scala decrescente, dopo il pesce, le uova, i crostacei, il latte vaccino, il sedano, le fragole, e molti altri cibi. Di conseguenza è stato calcolato che meno del 2% dei soggetti che soffrono già di allergie (asma, riniti, orticaria) possono essere suscettibili a reazioni allergiche dopo assunzione di cioccolato.

Non è vero che faccia male ai denti, anzi è stato dimostrato che la polvere di cacao possiede un potere anticariogeno dovuto alla presenza di tre tipi di sostanze: i tannini (che inibiscono lo sviluppo di batteri), il fluoro (presente nella concentrazione di 0,05 mg/100 g) e i fosfati (che agiscono contro gli acidi formati dal metabolismo degli zuccheri)

È vero invece che sia uno stimolante ed un antidepressivo poiché contiene le endorfine, sostanze che contrastano il dolore e predispongono al piacere, e la teobromina, in grado di migliorare la concentrazione e la prontezza dei riflessi. Inoltre ha il potere di stimolare la produzione di serotonina, una sostanza che agisce a livello cerebrale e che ha la capacità di infondere calma e tranquillità, e di migliorare l'umore.

È falso che sia pesante da digerire: è anzi uno degli alimenti di più rapida digestione poiché alcuni studi hanno dimostrato che i tempi di permanenza di 200 grammi di cacao nello stomaco sono tra i più bassi in assoluto (da una a due ore, in particolare se si tratta di cioccolato al latte). Non è vero che faccia aumentare il colesterolo, anzi non si trova traccia di colesterolo nel cacao e nel cioccolato fondente, mentre 100 grammi di cioccolato al latte ne contengono solo 16 milligrammi. Con una tazza di cioccolata si assimilano all’incirca 8 milligrammi di colesterolo, la stessa quantità contenuta in 100 grammi di yogurt naturale parzialmente scremato.

Esistono vari tipi di cioccolato, che si differenziano a seconda del contenuto di cacao. Il cioccolato infatti non è altro che un mix di zucchero e cacao, a cui possono essere aggiunti burro di cacao, latte, miele, sostanze aromatiche, grassi o frutta secca. A secondo della percentuale minima di cacao contenuta si distinguono cinque tipi:

  • Cioccolato al latte (come minimo 30% di cacao)
  • Cioccolato mi-doux miscela sapientemente dosata di cioccolato al latte e fondente (38%)
  • Cioccolato surfin, un cioccolato dolce con una nota amara abbastanza intensa, dal gusto fine e molto persistente (50%)
  • Cioccolato extra-bitter, che risulta poco dolce con una caratteristica amara molto intensa (60%)
  • Cioccolato amarissimo (70%).
  • Esiste inoltre il cioccolato bianco, che in realtà non è un vero cioccolato in quanto non contiene cacao, ma solo burro di cacao, con una concentrazione minima del 30%.

È noto che il cioccolato è un alimento particolarmente ricco di calorie e, poiché viene spesso mangiato al di fuori dei pasti canonici, rischia di indurre un eccessivo apporto energetico. Questi sono i valori calorici ogni 100 grammi (che è il contenuto di una confezione standard): cioccolato fondente (530 kcal), cioccolato al latte (540 kcal), cioccolato al latte con nocciole (535 kcal).

Va ricordato tuttavia che una porzione da 80 grammi di spaghetti al pomodoro e basilico fornisce circa 422 calorie e una fetta media di crostata con marmellata circa 550. In conclusione il cioccolato è un alimento che non provoca problemi di digestione o appesantimento e può tranquillamente essere inserito nella dieta dei bambini, senza esagerare, soprattutto se il bambino non ha ancora compiuto i 2/3 anni di vita.

In ogni caso è sempre preferibile scegliere cioccolato di buona qualità. Quello fondente è considerato migliore in quanto contiene una più alta percentuale di cacao. Ma alcune qualità, come un maggiore contenuto di vitamina A e di calcio, si trovano solo nelle varietà al latte, proprio quella preferita dai bambini.