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Calcolo del peso fetale

Come si calcola il peso fetale durante i 9 mesi della gravidanza? Per calcolare il peso si utilizzano due misure ecografiche: il Diametro Biparietale e la Circonferenza Addominale.

a cura di: Dott.ssa Donatella Bresciani (ginecologa), Prof. Silvano Zaglio (specialista in ostetricia e ginecologia - andrologia)

L’epoca della gravidanza si calcola semplicemente contando i giorni dal primo giorno dell’ultima mestruazione e convertendoli in settimane.
Tale valore (epoca anamnestica) ipotizza un ciclo di 28 giorni con un’ovulazione al 14° giorno. In realta’ la durata del ciclo e l’epoca dell’ovulazione sono molto variabili ed è infrequente che siano costanti.
Considerando che l’ovulazione rappresenta lo scoppio del follicolo con la fuoriuscita dell’ovulo, si comprende come un anticipo o un ritardo d’alcuni giorni di tale evento, possa essere responsabile di un’epoca anamnestica maggiore o minore rispettivamente per variazione del momento del concepimento (quando lo spermatozoo incontra l’ovulo determinando così la formazione di un embrione).
Con tale metodo si ammette che la durata normale della gravidanza sia pari a 40 settimane.

L’epoca di amenorrea o anamnestica (E.A.) può non coincidere esattamente con l’epoca gestazionale effettiva (E.G.) che viene stabilita ecograficamente in base alle reali dimensioni dell’embrione-feto.
In altre parole per avere corrette informazioni riguardanti la crescita durante la gravidanza, è necessario eseguire un’ecografia precoce (es. 8 settimana); in assenza di patologie come minacce d’aborto o anomalie cromosomiche, un embrione con dimensioni inferiori a quanto atteso sarà spesso il risultato di un’ovulazione ritardata (e quindi non di un ritardo di crescita) e viceversa, nel caso in cui le dimensioni embrionali fossero maggiori rispetto a quanto calcolato in base alla data dell’ultima mestruazione.

Nelle prime settimane è possibile misurare la distanza vertice-sacro dell’embrione (Crown-Rump Length: CRL).

Con il progredire della gravidanza, sarà possibile misurare diametro biparietale (DBP) e fronto occipitale (DF), circonferenza cranica (CC), circonferenza addominale (CA) e lunghezza del femore (FL). Dalla media di queste misure, l’apparecchio ecografico calcolerà l’epoca ecografica che sarà confrontata con quella anamnestica. A volte anche un errore di un millimetro nella rilevazione della misura può causare una variabilita’ di alcuni giorni nell’epoca ecografica.
Per questa ragione le misure dovranno essere interpretate con una certa “elasticità“ soprattutto se campionate da medici diversi operanti con apparecchiature differenti.

Il peso fetale è calcolato in base alle misure fetali prima elencate. Non è quindi un valore assoluto, ma soltanto una stima che rispecchia con un’ampia variabilita’ (anche del 10% in più o in meno secondo i casi), i dati acquisiti con le singole misure.

Cosa significa se...

Il feto presenta un epoca ecografica maggiore rispetto a quell’anamnestica?

Se tale incremento era già presente all’epoca della prima ecografia, si tratta di un’ovulazione anticipata o di un anticipo nel concepimento-annidamento. In tal caso la data del parto potrebbe essere quella calcolata in base alle dimensioni reali (epoca ecografica).

Se dalla prima ecografia, i valori dell’epoca anamnestica e quelli dell’epoca ecografica risultavano simili o uguali, il bambino cresce di più per motivi costituzionali, eccessiva alimentazione materna o più raramente per lo sviluppo di diabete. Anche se il feto è più grande, non necessariamente nascerà prima. 

Il feto presenta un’epoca ecografica minore rispetto a quell’anamnestica?

Se tale diminuzione era già presente all’epoca della prima ecografia, si tratta di un’ovulazione ritardata o di un ritardo nel concepimento-annidamento. In tal caso la data del parto potrebbe essere quella calcolata in base alle dimensioni reali (E.G.).

Se dalla prima ecografia, i valori dell’epoca anamnestica e quelli dell’epoca ecografica risultavano simili o uguali, potrebbe realmente trattarsi di un ritardo di crescita. E’ necessario però considerare che spesso una settimana in meno (o in più ) non necessariamente identifica una patologia, potendo rappresentare una normale variabilità. In questi casi è necessario procedere ad un’attento esame del liquido amniotico e del profilo flussimetrico fetale, oltre alla pianificazione di un’ulteriore controllo biometrico a breve termine per la valutazione del ritmo di crescita.

La normalita’ della crescita fetale viene valutata confrontando le misure (ed il peso fetale da queste cal colato) con quelle di una popolazione di riferimento per l’epoca gestazionale corrispondente.