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Mio figlio di due anni dice le parolacce

Fino ai 2 -3 anni i bambini pronunciano tutte le parole attribuendo ad esse la stessa rilevanza. Cosa fare se un bambino dice le parolacce. I consigli della psicologa.

a cura di: Dott.ssa Loredana Piratoni (psicologa)

Mio figlio ha poco più di due anni e dice spesso parolacce. Ovviamente non ne conosce il significato. Non voglio dare tutte le colpe alla televisione, ma sono ormai diventate d'uso comune. Unica eccezione i cartoni animati. Abbiamo provato ad ignorarlo, a sgridarlo ed anche con qualche sculacciata (leggera) senza nessun risultato. Come posso comportarmi?

Cara lettrice, comprendo l'imbarazzo che la cosa ti può provocare, ma naturalmente la situazione che hai descritto non è un problema: vale a dire non evidenzia né una difficoltà né una disabilità nel tuo bambino, che al contrario mostra una vivida e pronta intelligenza nell'apprendere ciò che più o meno inopinatamente l'ambiente gli comunica.

Per quanto concerne la televisione, confesso che la mia esperienza di questo aggeggio è sostanzialmente prossima allo zero assoluto, dal momento che trovo i suoi palinsesti per lo più mediocri (con qualche lodevole eccezione) ma se ritieni che sia questa il vettore attraverso il quale certi termini entrano nella tua casa sequestra il telecomando e azionalo solo in presenza di programmi che ritieni adatti per tuo figlio.

Naturalmente io continuerei imperterrita a rimproverarlo: un bimbo deve capire quando dice o fa cose "sbagliate"; non ti aspettare che sul momento lui comprenda, nessun bimbo ha mai mangiato per bene la prima volta che gli si è dato in mano un cucchiaio.

L'educazione è una fragilissima creatura che ci mette mesi e anni prima di sbocciare, e che purtroppo può essere distrutta in un nanosecondo. Ma sei proprio sicura che queste parole arrivino a tuo figlio tramite la televisione? Nella tua famiglia non capita mai, come nella mia, che per rabbia, impazienza, stizza scappi qualcosina? Cari genitori, i due anni di vita di un bimbo sono spesso un'età cruciale, non tanto per il figlio quanto per i genitori stessi: hanno da tempo in casa un marmocchio, ma arrivano comunque impreparati a quest'età in cui nel bambino inizia ad esplodere la comunicatività.

Ed è l'incubo del Grande Fratello che si materializza in casa: ogni cosa detta viene puntualmente registrata e mandata in onda, magari non subito ma la trasmissione è cosa certa. E così il mondo intero saprà quanti denti restano in bocca al nonno, le puzzette che fa papà, mamma che torna stanca a casa e beve alla bottiglia; se risponde al telefono rassegnatevi all'idea che può dire all'ignaro interlocutore che mamma sta facendo la cacca; se la sera la stanchezza vi fa lasciare le calze a terra vicino al letto, siate consapevoli che la notizia farà il giro del palazzo; e se vi stupisce quanto poco questo bimbo vi racconti di quello che fa a scuola, sarete sbigottiti di quanto lui racconti a scuola di ciò che succede a casa.

E non c'è alcun modo di evitarlo. E neanche nessuno per punirlo, oltre alla scusa, alquanto vendicativa (devo dire), delle parolacce. E magari ringrazierai il Cielo che le dica.