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Distress respiratorio

Per distress respiratorio si intende una "sindrome dispnoica".

a cura di: Dott. Sergio Manieri (pediatria)

Vorrei avere notizie riguardo al distress respiratorio avuto dalla mia bambina alla nascita nata alla 38° settimana da mamma con diabete gestazionale dal settimo mese di gravidanza.

Per distress respiratorio si intende una "sindrome dispnoica", ossia una condizione di insufficienza respiratoria neonatale i cui sintomi possono manifestarsi precocemente, già in sala parto, oppure dopo qualche ora o giorno di vita e sono rappresentati da modificazioni della frequenza respiratoria (marcato aumento o, meno spesso, una riduzione degli atti respiratori), da crisi di apnea (arresto del respiro), da bradicardia (riduzione della frequenza cardiaca) e da cianosi (colorito bluastro della cute).

Esistono degli appositi criteri di valutazione del distress respiratorio (criteri di Silverman) basati su alcune osservazioni: movimenti respiratori del torace e dell'addome, rientramenti intercostali ed epigastrici, alitamento delle pinne nasali e gemito espiratorio. Molte sono le cause di questa malattia respiratoria neonatale, tuttavia il distress respiratorio neonatale per antonomasia (o RDS dall'inglese "Respiratory Distress Syndrome") è la Malattia delle Membrane Ialine. È questa una patologia determinata da una carenza (a livello polmonare) del "surfattante", ossia di quella sostanza tensioattiva (prodotta dal polmone) che impedisce il collabimento degli alveoli polmonari durante gli atti respiratori. Tale sostanza viene prodotta dal polmone maturo per cui, nei bambini prematuri, viene ad essere carente e la sua carenza è tanto più grave quanto più prematuro è il neonato.

Per questo la Malattia delle Membrane Ialine interessa i nati pretermine in maniera quasi esclusiva. Tuttavia, essa può verificarsi anche al di fuori della prematurità: infatti, il deficit di surfattante, che è "primitivo" nei neonati pretermine, specie se di bassa età gestazionale, può essere "secondario" nei nati a termine o vicino al termine con asfissia alla nascita perché, in tale situazione, si determina un blocco del turnover del surfattante, cioè il danneggiamento di quello preesistente ed il blocco della sua sintesi. Deficit secondario si verifica anche nella sindrome di aspirazione di meconio e nelle infezioni polmonari. Nei figli di madre diabetica il deficit di surfattante può verificarsi in meno dell'1% dei casi se il diabete e ben controllato ed il parto si verifica a termine, mentre il rischio è ben più elevato in caso di parto prematuro. In questa condizione la carenza di surfattante sembra dipendere sia dai livelli fetali di glucosio abnormemente alti, sia da un'inibizione mediata dall'iperinsulinismo (N.d.R.: iperproduzione di insulina) fetale.

Riepilogando, la RDS (o Sindrome da Distress Respiratorio) corrisponde alla Malattia delle Membrane Ialine (MMI), causata dalla carenza di surfattante, "primitivo" o "secondario". I sintomi caratteristici sono comunemente indicati con il termine di "distress respiratorio". Ma tali sintomi non sono esclusivi della sola MMI, perché li si ritrovano anche in patologie diverse da questa. Per cui, al fine di non ingenerare confusione, bene fanno molti autori a definire la tipica sintomatologia quale Sindrome Respiratoria Neonatale: tachipnea (N.d.R.: aumento della frequenza respiratoria), rientramenti inspiratori (al giugulo, all'epigastrio ed agli spazi intercostali), segni di difficoltà respiratoria (gemito espiratorio, alitamento delle pinne nasali, respirazione a bocca aperta), cianosi, crisi di apnea.

La Sindrome Respiratoria Neonatale è presente, più o meno al completo, in tutti i disturbi respiratori, ma non solo in questi. Alcuni suoi segni possono infatti comparire nelle patologie neonatali più svariate (cardiache, neurologiche, metaboliche, infettive). Come si cura? È fondamentale l'assistenza respiratoria unitamente al trattamento della patologia di base. Nella MMI è disponibile il surfattante suppletivo (che può essere naturale o sintetico) e, nei casi di deficit "primitivo" di surfattante (cioè nei casi di prematurità), essendo il surfattante stesso inducibile mediante trattamento materno con corticosteroidi, questi ultimi devono essere somministrati alle gestanti che stiano per partorire tra la 24° e la 35° settimana di gestazione, prima di indurre il parto.

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