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Ha portato per sei mesi le scarpe ortopediche

Mia figlia ha portato per sei mesi le scarpe ortopediche. Sono effettivamente utili?

a cura di: Dott. Antonio Andreacchio (ortopedico)

Mia figlia di tre anni ha portato per sei mesi le scarpe ortopediche. Esiste una nuova teoria che fa risultare inutile l'utilizzo di questo provvedimento correttivo, poiché si è valutato che dopo i cinque anni la crescita corregge fisiologicamente i difetti ortopedici. Vorrei sapere se è vero?

L'arcata plantare nei bambini è un processo progressivo, ma non lineare nel tempo, che inizia in genere verso i tre anni e si esaurisce intorno ai dodici. Spesso i piedi dei bambini si presentano "piatti" ed in questa accezione del termine rientrano un vasto spettro di aspetti estetici che comprendono veri e propri quadri patologici e aspetti fisiologici. Compito dell'ortopedico è quello di separare ciò che realmente è patologia da ciò che è invece solo un aspetto estetico legato all'età e che non avrà conseguenze in futuro.

 L'utilizzo di scarpe ortopediche e solette è argomento dibattuto in ambito ortopedico da decenni ed entrambe le scuole di pensiero portano teorie a sostegno dell'una o dell'altra tesi. L'utilizzo delle solette ortopediche, quando ci troviamo di fronte ad un piede fisiologico, non è giustificato né tantomeno è possibile modificare la storia naturale del piede attraverso l'utilizzo di una calzatura. In alcuni casi i colleghi ortopedici prescrivono tali presidi sotto la spinta emotiva dei genitori a cui sembra "pazzesco" lasciare il piede libero di svilupparsi senza che nulla venga fatto per "correggere il piattismo". Inoltre la spiegazione delle motivazioni che inducono il medico alla non prescrizione di scarpe ortopediche richiede molto più tempo di quanto non ci voglia per la prescrizione delle scarpe.

Studi eminenti sono stati pubblicati sulla evoluzione naturale dei piedi dei bambini e studi comparativi su vasta scala hanno dimostrato la sovrapponibilità dei dati a fine crescita fra bambini trattati e non trattati con solette ortopediche. Ciononostante eliminare abitudini ben radicate risulta difficile per alcuni (medici e genitori, che in alcuni casi le "esigono").

La conclusione è che il compito reale del medico ortopedico che si occupa dei problemi infantili è quello di estrapolare, dalla stragrande maggioranza dei casi di piedi cosiddetti "piatti", quelli che realmente celano una patologia o quelli che daranno realmente problemi al paziente, rispetto a quei casi che si risolveranno spontaneamente con la crescita e che non necessiteranno mai di un reale trattamento. Siamo prima di tutto medici e non calzolai.

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