Il morbillo è una malattia che, pur avendo un decorso benigno, presenta frequenti complicanze prevalentemente a carico dell'apparato respiratorio (bronchiti, broncopolmoniti), dell'orecchio (otiti) e del sistema nervoso centrale (encefaliti e meningo-encefaliti, la cui frequenza è di circa un caso su mille). Fra tutte l'encefalite è quella più temibile perché porta a morte nel 10-15% dei casi e dà una invalidità permanente nel 25-40% dei pazienti colpiti.

La rosolia è una malattia che, se contratta durante l'infanzia, ha un decorso benigno ed è priva di complicanze. Diventa però estremamente grave se il contagio avviene nelle fasi precoci della gravidanza (soprattutto nei primi due mesi). Gli effetti sul prodotto del concepimento portano alla nascita di un bambino con gravi patologie: malformazioni del cuore, del sistema nervoso, degli occhi, dell'apparato uditivo e alterazioni delle ossa e della coagulazione del sangue. Se l'infezione è molto grave e precoce si può verificare anche la morte intrauterina del feto.

La parotite è anch'essa, nel bambino, una malattia ad andamento tendenzialmente benigno che tuttavia può, anche se raramente, dare complicanze quali meningo-encefalite, pancreatite, sordità e, soprattutto nell'adolescente e nell'adulto, infiammazione dei testicoli o delle ovaie.

Il vaccino contro morbillo, parotite e rosolia

Il vaccino trivalente (antimorbillo-rosolia-parotite) è composto dall'associazione nella stessa fiala dei tre ceppi virali vivi ed "attenuati", cioè sottoposti a modifiche tali che li rendono incapaci di provocare la malattia, ma in grado di stimolare la produzione di anticorpi.

Il vaccino viene somministrato per via sottocutanea nella parte alta ed esterna del braccio.

La vaccinazione con il vaccino "triplo" di un soggetto che abbia avuto in maniera naturale una delle tre malattie non comporta alcun effetto collaterale aggiuntivo, ma serve a rinforzare ed a prolungare la protezione immunitaria già esistente.

La vaccinazione contro morbillo, parotite e rosolia è raccomandata dal D.M. 7 aprile 1999.

Quando rimandare la vaccinazione

La vaccinazione deve essere momentaneamente rimandata in caso di malattie acute febbrili in atto, trattamenti con cortisonici, trasfusioni di sangue o somministrazione di immunoglobuline nei 5-6 mesi precedenti la vaccinazione.

Quando non vaccinare

Controindicano questa vaccinazione tutte le condizioni di immunodeficienza primitiva o secondaria: immunodeficienze congenite, tumori, leucemie, ecc.

Il vaccino può essere somministrato a soggetti con infezione da HIV, anche sintomatica.

Effetti collaterali

I possibili effetti collaterali di questo vaccino sono rappresentati da una sintomatologia attenuata delle rispettive malattie naturali, che si presenta dopo 5-10 giorni dalla vaccinazione: febbre (talora elevata), eruzione cutanea, ingrossamento delle linfoghiandole, tumefazione della parotide, dolori agli arti.

Raramente compaiono le convulsioni febbrili ed eccezionalmente (un caso ogni 10.000) una diminuzione transitoria delle piastrine (trombocitopenia) nei due mesi successivi alla vaccinazione, sempre con una frequenza molto meno elevata rispetto all'infezione naturale del morbillo e della rosolia.

Uno studio pubblicato nel Novembre 2002 sulla rivista americana Pediatrics ha smentito l'associazione tra la somministrazione del vaccino antimorbillo-rosolia-parotite e l'insorgenza di encefalite post-vaccinale o di autismo.

Come qualsiasi altra sostanza estranea all'organismo, anche questo vaccino può determinare, se pure con frequenza estremamente rara, reazioni allergiche.

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