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Ha cinque anni e non vuole crescere

Quando le dico che sta diventando grande lei dice arrabbiata: "Non è vero, io sono ancora piccola".

a cura di: Dott. Massimo Sidoti (psicopedagogista della redazione di www.exducere.com)

Ho una bambina di cinque anni che non vuole crescere. Quando le dico che sta diventando grande in senso positivo, oppure qualcuno le dice: "Che grande sei diventata!", lei dice arrabbiata: "Non è vero, io sono ancora piccola". Lo stesso nei giochi: lei è sempre la bambina piccola con parecchia nostalgia per quando era una lattante. Lei mi dice sempre che non vuole diventare grande, non vuole sposarsi e non vuole avere dei bambini. Non abbiamo altri figli e non per nostra volontà. Io e mio marito andiamo molto d'accordo e la nostra vita a tre trascorre serena senza grossi problemi. La nostra bimba è vivace, allegra, affettuosa e piena di vita, ma non riesco a capire questo suo ostinato rifiuto per il crescere.

 Alcuni problemi che hanno i genitori è che spesso non si interrogano su loro stessi e sul proprio comportamento. Quello che aiuta moltissimo è la capacità di penetrare nel mondo del bambino con una equilibrata partecipazione, evitando di pensare che i problemi di nostro figlio siano dovuti alla crescita. Naturalmente, il modo di vedere il mondo per un bambino è tanto diverso dal nostro che ci rende consapevoli delle difficoltà di penetrazione verso questo mondo. Occorre pazientemente ascoltare i loro discorsi, osservare quello che fanno per capire le loro paure, le collere, i turbamenti, le gioie.

La crescita apporta dei cambiamenti, e mutano per il bambino il senso delle cose e l'indirizzo dei suoi interessi. Nostro dovere è quello di comprenderlo e di esaminare i suoi bisogni specifici. Nei casi di figli unici si è visto che non è indispensabile che avvenga una nuova nascita in famiglia perché il bambino abbia delle difficoltà comportamentali. In primo luogo, la semplice possibilità che possa arrivare un fratellino lo intimorisce: la rivalità è molto viva nei bambini.

Ciò è dovuto alle fantasticherie create dai genitori sulla perdita dell'amore materno. Queste vengono rafforzate dai contatti occasionali con altri bambini, o neonati di nuclei familiari. Egli vive l'affetto dei genitori come monopolio rendendolo quasi un possesso. Gli istinti di tenerezza e di protezione da parte dei genitori non possono aiutare a superare il problema, ma la soluzione del problema consiste nel trattare i bambini con gentile fermezza e fargli sentire la sicurezza di un affetto stabile e molta comprensione.

Il non voler crescere nei bambini è dettato dalla sensazione di essere tagliato fuori da qualsiasi comunicazione con voi. Le reazioni eccessive sono dovute senza dubbio alla tensione dei sentimenti che si addensano in loro, che di colpo si manifestano in maniera aperta. Per cominciare, occorre capire che un bambino può imparare ad esercitare della responsabilità soltanto attraverso i suoi sforzi, corretti dalla sua esperienza personale.

Quindi, evitare di dire: "stai diventando grande". Noi dobbiamo dare la possibilità al bambino di sentirsi responsabile. In linea generale è chiaro che il bambino che dice "sono ancora piccolo" cerca di attirare l'attenzione su di sé; se noi lo indirizziamo verso occupazioni costruttive, come la compagnia regolare di altri bambini, imparerà in modo concreto a condividere con i propri coetanei le esperienze sociali che gli permetteranno di staccarsi dal bisogno di protezione e di comfort dei genitori e di diventare un bambino responsabile.

3/4/2002

15/4/2010

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