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Broncodisplasia cronica

La broncodisplasia polmonare è una patologia che colpisce soprattutto i bambini nati prematuri, sottoposti a ventilazione meccanica. E' una patologia che colpisce soprattutto i bambini nati prematuri.

a cura di: Dott. Sergio Manieri (pediatria)

Mio figlio è nato di soli sette mesi è mezzo e a quattro mesi ho perso il liquido amniotico. Il bambino adesso ha una broncodisplasia cronica, e vorrei sapere in parole povere in cosa consiste, e a cosa andiamo incontro visto che i dottori non ci danno molte spiegazioni. Vorrei sapere inoltre se è una malattia curabile.

La broncodisplasia polmonare (BPD), conosciuta anche come “chronic lung disease” (CLD), rappresenta un’importante causa di mortalità e morbidità nel neonato pretermine.

Infatti, è una patologia che colpisce soprattutto i bambini nati prematuri, sottoposti a ventilazione meccanica, ed i suoi sintomi sono rappresentati da respiro frequente e difficoltoso, sibili ed altri rumori caratteristici all'auscultazione del torace.

Vi sono anomalie radiologiche polmonari stabili e, soprattutto, c’è la necessità di somministrare ossigeno (ossigeno-dipendenza) per 28 giorni o più, nei primi due mesi di vita. 

L’incidenza di questa condizione è più elevata nei neonati molto immaturi ed in quelli di peso molto basso; infatti, nei neonati con peso alla nascita < 1500 grammi (VLBW) varia dal 23 al 26%. L’insorgenza della BPD è dovuta a diversi fattori.

L’elemento fondamentale è rappresentato dalla prematurità, che comporta la persistenza di comunicazioni cardiache “fetali”, come il dotto di botallo, e la maggiore suscettibilità alle infezioni.

Vi concorrono però anche altre condizioni, quali l’ossigenoterapia ad alte concentrazioni di O2, l’intubazione tracheale con la ventilazione meccanica, la malattia delle membrane ialine. Anche il deficit di vitamine A, E, C, e di altri sistemi antiossidanti, legati proprio alla prematurità, sono implicati nella sua insorgenza.

Il substrato anatomico della BPD risiede nell’ipertrofia muscolare bronchiale, nell’edema e nella fibrosi delle vie aeree periferiche. Sono queste alterazioni anatomo-funzionali che possono rendere  necessaria la prosecuzione dell’ossigenoterapia anche dopo la dimissione dalla terapia intensiva neonatale.

Per tutto il primo anno di vita persistono ancora anomalie funzionali respiratorie significative, che possono determinare un aumento dell’incidenza di patologia respiratoria. Infatti, in questo periodo, i bambini con BPD hanno un maggior rischio di gravi e più frequenti infezioni respiratorie.

Ma nella maggioranza dei casi i neonati colpiti presentano un lento miglioramento della funzione polmonare e, a partire dal secondo anno di vita, la maggior parte di loro mostra un progressivo miglioramento della funzionalità respiratoria.

Infatti, gli studi di funzionalità respiratoria a distanza dalla fase acuta e gli studi di follow up dimostrano un buon grado di reversibilità delle alterazioni anatomo-funzionali documentate precedentemente.

Malgrado tali miglioramenti, può persistere un grado variabile di ostruzione delle vie aeree periferiche, con sintomi respiratori ricorrenti ed evidenza di ostruzione delle piccole vie aeree, iperattività bronchiale, ricorrenti crisi di broncospasmo.

Inoltre, può persistere uno scarso accrescimento, nonostante un adeguato apporto calorico.

21/11/2012

10/6/2016

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