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L'igiene della biancheria del bambino

Il lavaggio degli indumenti di un bambino piccolo deve garantire un elevato livello di igiene, ma allo stesso tempo assicurare che, nei capi lavati, non rimangano tracce di detersivi.

a cura di: Dott. Guido Vertua (pediatra)

L’igiene della biancheria del bambino Il lavaggio degli indumenti di un bambino piccolo deve garantire un elevato livello di igiene, ma allo stesso tempo assicurare che, nei capi lavati, non rimangano tracce di detersivi, spesso irritanti per la pelle ancora molto delicata del bebè.

Sarebbe consigliabile fare il bucato del bambino separatamente da quello degli altri componenti della famiglia: questo premetterà di mettere in atto stratagemmi particolari (come l’aggiunta di determinati disinfettanti per il lavaggio) oppure di soddisfare la necessità di un doppio risciacquo (al fine di evitare che residui di detersivo provochino reazioni indesiderate sulla pelle, soprattutto nel caso di bambini molto piccoli o con problemi allergici). Tutti i detersivi, infatti, anche se in quantità differente, contengono sostanze potenzialmente nocive per la cute, anche quelli cosiddetti “delicati” il cui unico vantaggio è di rendere un po’ più morbidi i capi.

Una buona norma è perciò quella di adoperare la quantità minima di prodotto, poiché alti dosaggi di detersivo non migliorano di certo l’igiene e la pulizia e non fanno altro che aumentare la quantità di residui. Per evitare che rimangano tracce di detersivo nel bucato è evidente che debba essere sciacquato con molta cura e, da questo punto di vista, è indubbio che la lavatrice dia una garanzia superiore al lavaggio a mano: gli indumenti vengono risciacquati più volte ed occorre inoltre sapere che i detersivi che comunemente si usano per il lavaggio a mano producono poca schiuma, facendo sembrare il bucato già sciacquato quando, in realtà, non lo è ancora.

Quando si usa la lavatrice è sempre consigliabile fare carichi leggeri, senza pressare troppo i capi da lavare, in modo che l’acqua possa circolare liberamente tra gli indumenti, e non rimangano tracce di sporco o di detersivo. Evitare ammorbidenti e anticalcare , Sono da evitare i prodotti ammorbidenti perché riducono la capacità assorbente dei tessuti e rimangono nelle fibre degli indumenti, venendo poi a contatto con la pelle del bambino.

Potenzialmente dannosi risultano anche i prodotti anticalcare per lavatrice e i prodotti sbiancanti o candeggianti, possibili cause di dermatiti ed eritemi cutanei. Per il bucato normale, quello che comprende le lenzuoline, le federine, l'abbigliamento intimo del bambino..., lo strumento migliore e più comodo, perché fa risparmiare tempo e fatica alla mamma, è certamente la lavatrice.

Se si usa un programma a 90°C. non sono necessari prodotti sterilizzanti o disinfettanti mentre se il bucato è fatto a temperature inferiori è sicuramente consigliabile un prodotto battericida e disinfettante, a base di ossigeno attivo. L’ossigeno, infatti, già a temperature ridotte (30°C.), a contatto con l’acqua, è in grado di distruggere i batteri presenti, potenziali fonti di alcune infezioni infantili; oltre a ciò si disperde a contatto dell’aria e non lascia residui nelle fibre dei tessuti.L’uso di additivi a base di ossigeno attivo è inoltre raccomandabile per il bucato a mano e per tutti quegli indumenti che richiedono basse temperature come i tessuti delicati, i capi colorati, quelli elasticizzati o misti con fibre sintetiche.

Un discorso a parte meritano i capi in lana: se il bucato viene fatto a mano gli indumenti vanno sciacquati a lungo, anche quando non si vede più traccia di schiuma, sapendo inoltre che i detersivi specifici per la lana agiscono anche da disinfettante. Se il lavaggio è invece eseguito in lavatrice occorre tenere presente che il movimento del cestello dell’elettrodomestico non è il più adatto a sciacquare la maglia ed è perciò utile aggiungere un risciacquo manuale supplementare, per assicurarsi di avere rimosso ogni traccia del prodotto.

Nel caso la pelle del bambino risultasse arrossata o irritata è consigliabile sospendere l’uso dei detersivi, utilizzando per un certo periodo di tempo il sapone di Marsiglia. Si potrà verificare cosi se l’irritazione era provocata proprio dall'azione troppo energica dei detersivi impiegati fino ad allora.

Per il lavaggio di pannolini e ciripà in cotone che vengono spesso usati in sostituzione di quelli monouso quando il bambino manifesta dermatiti irritative nella regione del pannolino, si potranno utilizzare prodotti specifici ad azione sterilizzante, con l'accortezza poi di sciacquarli molto bene, oppure si potranno mettere direttamente in lavatrice con un ciclo a 90°C. Per sbiancare gli indumenti con prodotti naturali e che non danneggino i tessuti, si può usare acqua ossigenata, alcool denaturato, aceto bianco e succo di limone.

Una volta lavati gli abiti e la biancheria del bebè vanno riposti in cassetti ed armadi riservati al piccolo, evitando, in tal modo, che vengano a contatto con gli indumenti degli adulti (come maglioni o giacche) dove spesso si può annidare la polvere. Va assolutamente sconsigliato l’uso della naftalina per proteggere i vestiti del bambino dalle tarme, perché si tratta di un prodotto molto pericoloso se viene a contatto con il bimbo in qualunque maniera (inalazione, contatto con la pelle, assunzione per bocca).

Se proprio non si può prescindere dal suo impiego occorre ricordare che non è sufficiente il lavaggio per togliere le tracce di tale sostanza (poiché non è solubile in acqua), mentre al contrario la naftalina, essendo solubile in olio, può essere facilmente assorbita dalle cremine e dagli oli che comunemente vengono spalmati sulla cute di un bambino. La naftalina può essere sostituita da prodotti naturali come, ad esempio, chiodi di garofano infilati dentro la buccia di un’arancia lasciata essiccare all’aria, da appendere nell’armadio, oppure scatoline con lavanda essiccata mescolata a chiodi di garofano, da riporre nella cassettiera.

31/8/2001

18/5/2013

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