ICP

l'informazione
dalla parte dei bambini

MAMMAePAPA' MAMMAePAPA' MammeBio Mammebio BABYCHEF Babychef BIMBINVIAGGIO Bimbinviaggio LIBRIandCO Libri&Co PEDIATRIA ON LINE Pediatria On Line
Loading
X

Avviso cookies

Questo sito web utilizza cookie tecnici al fine di rendere più efficace la navigazione. Alla pagina "Policy dei cookies" trovi l'informativa e le istruzioni per gestire le impostazioni del browser.
Proseguendo nella navigazione dichiari di accettare la nostra policy dei cookies.

Il Pediatra risponde

i nostri medici specialisti dei bambini

A tre anni non riesce ancora a strutturare le frasi

La variabilità dei tempi e modi dello sviluppo del linguaggio è notevole ma, in presenza di alcuni "segnali" significativi, vanno valutati alcuni aspetti.

a cura di: Dott.ssa Barbara Peroni (logopedista)

Il mio bambino ha 34 mesi e ancora non riesce a strutturare delle frasi con più parole. Infatti, al massimo dice "mamma acqua" oppure le singole parole: quest'ultime non sono sempre esatte, ma re-interpretate in un alfabeto tutto suo. Le maestre al nido fino a ora mi avevano detto di non preoccuparmi, ma ora anche loro mi hanno consigliato di chiedere al pediatra. Premetto il bimbo ha un buon udito e capisce quello che gli si chiede di fare. Inoltre ha una sorella di dieci anni con cui gioca e anche noi gli parliamo molto. Volevo un vostro parere su come comportarmi. 

Gentile Signore, forse è bene seguire il consiglio delle insegnanti del bambino: a 34 mesi frasi di due parole e parole singole sono effettivamente segnali da approfondire. La variabilità dei tempi e modi dello sviluppo del linguaggio è notevole ma, in presenza di alcuni "segnali" significativi, vanno valutati alcuni aspetti: va esclusa la presenza di ipoacusia, perché possono esserci perdite di udito che non impediscono al bambino di capire dall'insieme della comunicazione quello che gli si dice di fare ma ostacolano lo sviluppo del linguaggio.

Va valutata l'ampiezza del vocabolario e l'uso più o meno adeguato che il bambino ne fa. Va valutata la capacità comunicativa del bambino al di là del linguaggio verbale. Va organizzato un monitoraggio nel tempo dello sviluppo, per seguire l'evoluzione del linguaggio e quindi sia formulare una prognosi sia valutare la necessità di un intervento rieducativo.

Le valutazioni devono mirare ad alcuni obiettivi: ricercare le possibile cause del ritardo di linguaggio; collocare il ritardo di linguaggio del bambino nelle due categorie definite dagli autori anglosassoni come "late bloomers", bambini che sbocciano in ritardo, e "late talkers", bambini con disturbo specifico del linguaggio; definire i successivi momenti di valutazione: infatti lo specialista può decidere di aspettare e guardare, ma sapendo quanto "aspettare" e cosa "guardare".

La letteratura riporta come "segnali di rischio" per questa età: vocabolario ridotto:

  • meno di venti parole a 18 mesi,
  • meno di 50 parole a 24 mesi;
  • ritardo nella comparsa delle prime combinazioni di gesto - parola; deficit nella comprensione di ordini non troppo contestualizzati e che implicano una decodifica linguistica (24 - 30 mesi);
  • persistere di espressioni verbali incomprensibili dopo i 30 - 36 mesi.

Tra i 18 e i 24 mesi i bambini cominciano, generalmente, a combinare le parole in frasi. In genere questo avviene quando possiedono un vocabolario di circa 100 parole. Verso i due anni, a partire dalla comparsa delle prime combinazioni di parole, ha inizio il periodo dello sviluppo della grammatica.

Verso i quattro anni di età il bambino mostra di utilizzare correttamente alcune delle principali regole morfologiche così come, sul piano sintattico, sa utilizzare le principali strutture frasali. Sempre intorno ai quattro anni il bambino è in grado di pronunciare correttamente le parole, con l'eccezione, per qualche bambino, dei suoni /s/ e /r/. I bambini che presentano differenze nello sviluppo del linguaggio sono davvero molti.

È esperienza comune constatare come nel corso del primo anno della scuola materna molti di questi bambini recuperino il linguaggio corretto. In ogni caso va tenuto presente che i quattro anni sono l'età di riferimento per definire il limite oltre il quale, non dovrebbero essere più presenti difficoltà anche piccole nel linguaggio.

29/5/2002

11/12/2016

Tutti gli ultimi commenti

Ti interessano i commenti dei lettori ad altri articoli? Trovi i più recenti alla pagina BLOG

Scrivi anche tu un commento a questa pagina:

Questo è il tuo spazio: SCRIVI QUI il tuo commento, regalaci la tua esperienza, arricchisci la pagina con la tua storia. Attenzione: NON usare questo box per fare DOMANDE agli esperti!

logo Quandonasce

Calcola la data prevista del parto

Inserisci la data dell'ultima mestruazione e clicca su "calcola"

Ultimi articoli in pubblicazione

La tosse nei bambini: tosse persistente, tosse di notte, tosse secca. Quali rimedi adottare?
I consigli del Pediatra per la tosse nei bambini, i rimedi naturali in caso di tosse persistente, quando usare un sedativo della tosse.
Pratica tanto sport
A nove anni, si allena quattro volte la settimana. E' importante a questa età praticare più attività sportive non dimenticando mai il divertimento.
Vaccinarsi contro la varicella prima di una gravidanza
E' opportuno che le donne che non hanno avuto la varicella eseguano la vaccinazione prima di intraprendere la gravidanza.
Fatica a piegare il ginocchio: menisco discoide
Il menisco discoide è un'affezione congenita che consiste in una alterata forma e dimensione a carico di un menisco.
Perdite vaginali in età pediatrica
Le perdite vaginali in età pediatrica sono attribuibili a flogosi, di varia entità, a carico della vulva e della vagina.

Quiz della settimana

Quale è la causa più frequente di diarrea in età pediatrica?
Un virus
La salmonella
Un parassita intestinale
Un'intossicazione alimentare