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Schede di Pediatria per Famiglie

per la salute del tuo bambino

La rosolia

La rosolia è la più lieve tra le comuni malattie infettive cosiddette dell'infanzia. È causata da un virus che entra nell'organismo attraverso le vie respiratorie e viene poi trasportato dal sangue.

La rosolia è la più lieve tra le comuni malattie infettive cosiddette dell’infanzia. È causata da un virus che entra nell’organismo attraverso le vie respiratorie e viene poi trasportato dal sangue.

La malattia in genere causa febbre, eruzione cutanea con piccole macchioline rosacee, ingrossamento delle ghiandole linfatiche dietro le orecchie, sotto la nuca e sotto il mento. L’esantema inizia al volto e si estende rapidamente al tronco e agli arti; scompare di solito nell’arco di qualche giorno. L’ingrossamento delle ghiandole linfatiche persiste invece qualche settimana, mentre la febbre, generalmente lieve, dura 1-2 giorni.

Non è raro però che questi segni siano così lievi da passare addirittura inosservati.

La rosolia nei bambini ha un andamento benigno; diventa invece molto pericolosa per il nascituro se colpisce una donna incinta (infezione congenita), particolarmente nelle prime settimane di gravidanza. In questo caso può provocare la nascita di un bambino con gravi patologie: malformazioni del cuore, del sistema nervoso, degli occhi e dell’apparato uditivo e alterazioni delle ossa e della coagulazione del sangue. Se l’infezione è molto grave e precoce si può verificare anche la morte intrauterina del feto.

Allo scopo di prevenire questa malattia infettiva esistono in commercio alcuni vaccini anti-rosolia che vengono somministrati con un’unica iniezione per via sottocutanea, nella parte alta del braccio, vicino alla spalla.

Rischi:

  • In alcuni casi dopo 1-2 settimane dalla vaccinazione possono comparire febbre, eruzione cutanea e gonfiore delle ghiandole linfatiche del collo. Raramente possono comparire anche dolori alle articolazioni. In genere però si tratta di reazioni modeste e di breve durata.
  • E' sempre possibile una reazione di tipo allergico, anche molto grave; tale rischio non è legato al vaccino in sè, ma piuttosto alla costituzione allergica di chi lo assume; si tratta di una evenienza rara e imprevedibile, il cui rischio, comunque, non sminuisce l'utilità di praticare il vaccino.

Trattandosi comunque di una vaccinazione volontaria e non obbligatoria, si invitano le famiglie a sottoscrivere la presente adesione da restituirsi al momento dell’esecuzione del trattamento immunizzante.

14/9/2009

27/5/2016

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