Letture in famiglia

l'esperienza dei grandi ci parla

Susanna Agnelli - I castelli sulla spiaggia

Sulla spiaggia costruivamo castelli di sabbia, vulcani ed enormi piste per le corse delle biglie di vetro, sospinte dal colpo d'unghia dell'indice destro.

a cura di: Prof.ssa Lucia Varrasi

Sulla spiaggia costruivamo castelli di sabbia, vulcani ed enormi piste per le corse delle biglie di vetro, sospinte dal colpo d'unghia dell'indice destro.
Quando Miss Parker si distraeva costruivamo anche i "trabocchetti" coprendo una buca con un giornale che poi nascondevamo con la sabbia. Speravamo che qualcuno ci cadesse, ma non succedeva mai.
Se venivano molti amici, facevamo una gara di castelli di sabbia. I capi -squadra erano due fratelli,Emilio e Puccio Pucci. Erano i più grandi. Puccio era basso di statura, aveva i capelli neri e fisionomia mediterranea; piaceva a tutti. Emilio era alto, magro come uno scheletro, con una lunga, malinconica faccia equina. Nessuno voleva stare nella sua squadra. Miss Parker mormorava: "Su, Susanna, fa la brava bambina e chiedi di far parte della squadra di Emilio". Accettavo di entrare a far parte della squadra di Emilio e il castello di Puccio era sempre il più bello.
Alle undici e mezzo Miss Parker diceva "Ora potete entrare", e ci precipitavamo in mare. Accompagnati dal bagnino, avanzavamo a guado lungo i primi metri. Poi ci lasciavamo nuotare; quando il mare era grosso prendevamo i "cavalloni" appoggiati alle assi di legno, scivolando sull'acqua, sospinti dalle onde.
A mezzogiorno meno dieci Miss Parker sventolava un fazzoletto e il bagnino gridava "Fuori, fuori, è ora!"

(da "Vestivamo alla marinara")

SUSANNA AGNELLI, nipote del fondatore della FIAT, si è impegnata politicamente anche a livello europeo. Grande viaggiatrice, torna spesso all'Argentario, di cui è stata sindaco per dieci anni e dei cui problemi è sempre interessata. Nei suoi libri mescola pubblico e privato, memorie di famiglia e incontri ai vertici, l'Italia provinciale e l'alta società internazionale, rappresentandoci le immagini con grande scioltezza, come in una conversazione. 

Il brano ci introduce nel mondo di alcuni ragazzini appartenenti a ricche e famose famiglie, alle prese con i giochi che tutti i bambini, di ogni tempo e di ogni età, fanno al mare; ed è proprio attraverso la semplicità del racconto che chiunque può immaginare l'allegria, la spensieratezza e la felicità di quei momenti, e identificarsi in quei ricordi