A.L.T.E. (Apparent Life-Threatening Event) Che cosa sono veramente gli episodi di ALTE? Sono episodi tutti rianimabili? La mia bimba di 13 mesi ha avuto nei suoi primi sei mesi di vita numerosi episodi di ALTE, caratterizzati da cianosi diffusa, ipotonia e arresto respiratorio e bradicardia grave; ma in tutti i casi la bimba si è sempre ripresa rapidamente. È seguita da un centro SIDS (N.d.R.: è l'acronimo di Sudden Infant Death Sindrome, in italiano sindrome della morte improvvisa del lattante) con monitoraggio domiciliare per apnee associate a reflusso gastro-esofageo grave. Questi episodi possono verificarsi oltre i 12 mesi di vita? Qual'è la casistica dell'eziologia dell'ALTE?

Il termine A.L.T.E. (acronimo di Apparent Life-Threatening Event) descrive una sintomatologia clinica acuta, presentata da un lattante, caratterizzata da "una qualche combinazione di apnea (centrale o, occasionalmente, ostruttiva), cambiamento del colorito (di solito, cianotico o pallido ma, a volte, eritematoso), marcata alterazione del tono muscolare (di solito una notevole flaccidità), soffocamento od ostruzione. In alcuni casi, l'osservatore teme che il bambino sia morto".

Tale definizione ha sostituito nel 1986 il termine "Near Miss SIDS" in quanto implicava una stretta relazione tra questo evento e la morte improvvisa dell'infanzia (Sudden Infant Death Syndrome) anche se sappiamo che questi episodi rappresentano un rischio reale di morte improvvisa, in particolar modo se questi eventi sono superati con un intervento rianimatorio.

Oggi gli episodi di ALTE sono considerati come il più importante fattore di rischio postnatale per la SIDS insieme alla posizione prona nel sonno. Gli episodi di ALTE rappresentano una sintomatologia acuta con carattere d'urgenza ma nella maggior parte dei casi il bambino ha già superato lo stato critico e appare in buone condizioni quando si presenta per essere visitato al Dipartimento d' Emergenza, al Pronto Soccorso o dal proprio medico curante.

L'anamnesi, l'esame obiettivo mirato e gli opportuni e specifici accertamenti rappresentano il cardine all'approccio di questa sintomatologia che rappresenta una patologia superspecialistica: una diagnosi specifica è possibile in più dell'80% dei casi ed è pertanto possibile instaurare un'adeguata terapia. Nel restante 20% in cui non è possibile formulare una diagnosi (ALTE idiopatico), è necessario mantenere il bambino in monitoraggio cardiorespiratorio con registrazione degli eventuali eventi.

Le diagnosi formulabili negli episodi d'ALTE sono riferibili a malattia da reflusso gastro-esofageo (50-60 % dei casi), iperattività vagale (30%), disturbi del ritmo cardiaco, difetti metabolici e /o genetici, avvelenamento da ossido di carbonio o intolleranze acute a farmaci.

La probabilità che tali episodi possano ripetersi nei primi mesi o negli anni successivi, è collegata alla diagnosi formulata e pertanto anche la possibilità di auto-rianimazione o di "rianimazione" da tali episodi è in relazione alla conoscenza o meno della sua eziologia. Nel caso presentato penso che si possa tranquillizzare i genitori: con la guarigione della malattia da reflusso e con il passare dei primi mesi di vita del bambino tali episodi diventeranno solo un ricordo.

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