Ho iscritto il mio bambino di 12 mesi all'asilo nido pensando di riprendere il lavoro a settembre. Con grande gioia abbiamo scoperto di aspettare il secondo bambino e ho così prolungato la mia astensione dal lavoro. Di comune accordo con mio marito abbiamo deciso di portarlo comunque all'asilo per tre ore al giorno (dalle ore 9.00 alle 12,30). Considerato che questa non è stata dunque una scelta obbligata, crede che comunque per il bambino sia stata la scelta migliore? E per quali motivi?

La decisione di mandare comunque il bambino all'asilo nido nonostante la persistente astensione dal lavoro della mamma può essere una decisione opportuna, non tanto per il momento attuale, ma per il fatto che fra nove mesi arriverà un fratellino. Così il primogenito sarà già abituato ad andare "a scuola", senza soffrire per un concomitante allontanamento in occasione della nuova nascita, e non si sentirà "abbandonato" ad altri per "far posto" ad un neonato nuovo.

Da ricordare che l'immissione precoce in comunità può comportare, generalmente nel primo mese di frequenza, una aumentata morbilità per le malattie, sopratutto respiratorie; esattamente come succede ai bambini di 3 anni che cominciano la scuola materna.

Altro su: "Al nido, comunque!"

Inserimento alla scuola materna
Piange ogni mattina perchè non si è ancora inserita alla scuola materna. I consigli della psicologa.
E' al secondo anno di scuola materna, ma piange al solo pensiero di andarci
Continua a fare i capricci per andare alla materna anche se è al suo secondo anno di scuola.
Scuola materna, scuola elementare
Secondo voi è importante scegliere una scuola materna che offra la continuità con la scuola elementare? I consigli della psicologa.
La maestra chiama "spioni" i bambini
A scuola, mia figlia ha difficoltà a capire quando si deve dire la verità e quando invece deve farsi i fatti propri per non essere chiamata "spione".
Non ci racconta nulla
Quando le chiedo cosa ha fatto a scuola mi risponde che non sa, non si ricorda. E non ci racconta nulla. I consigli della psicologa.
Convalescenza: quanto deve stare a casa dopo la malattia?
La convalescenza è un periodo di "riposo" dopo una malattia, che consenta al bambino di recuperare le forze. I consigli sulla durata della convalescenza.