La mia bambina di due anni da qualche tempo, quando torno a casa dal lavoro (lavoro ripreso quando lei aveva sei mesi), non vuole più venire da me. Fa delle scene isteriche quando la nonna o la baby-sitter se ne vanno. Per un bel po' di tempo mi caccia via piangendo. Poi torna tutto come prima. È inoltre attaccatissima ad una nonna (quella che vede meno) e, quando c'è anche lei, vuole stare solo con lei e con nessun'altro. La mia parte razionale è felice che stia così bene con le tate, ma la mia parte sentimentale ci soffre. Che sia perché sto iniziando a sgridarla? Come devo comportarmi e perché fa così (se c'è un motivo)?

Gentile signora, la sua bambina sta attraversando una fase evolutiva in cui l'aspetto relazionale, via via sempre più articolato, sta assumendo un ruolo centrale. Per l'età che ha, la bambina si rende conto di avere intorno a sé persone diverse che inevitabilmente hanno con lei un altrettanto diverso modo di fare.

Come dice lei è senz'altro un elemento positivo che la bambina stia bene con le persone che di lei si prendono cura durante il giorno; al tempo stesso, sembra manifestare alcuni segnali di insicurezza affettiva nei confronti della mamma. Le reazioni che la bambina manifesta quando lei torna a casa, sono chiari segnali di un forte attaccamento e desiderio di vicinanza che tuttavia la bambina esprime in modo confuso ma evidente: piangendo, scacciandola e in seguito, rassicurandosi ed accettandola.

Ma come affrontare questo comportamento così ansiogeno per i genitori? Innanzi tutto la consapevolezza di ciò che sta accadendo, a livello evolutivo, nella relazione può essere un utile strumento per affrontare con tranquillità situazioni che, sul momento, sembrano espressione di rifiuto e di un problematico distacco, e che invece sono solo segnali di un attaccamento un po' ansioso.

A livello comportamentale può essere funzionale un atteggiamento rassicurante, caldo e ricco di riconoscimenti positivi verso la bambina che nel tempo rinforzi la sua sicurezza sulla presenza dei suoi genitori e conseguentemente riduca il senso di ansia legato alle separazioni quotidiane.

Da ultimo, non meno importante, va mantenuto l'uso ed il rispetto delle regole che in sé danno contenimento e protezione al bambino; ciò a cui va fatta attenzione è che le eventuali "sgridate" siano conseguenti e riferite ai comportamenti da correggere della bambina e non siano invece espressione di un senso personale di scoraggiamento e stanchezza che la bambina non riesce coerentemente ad associare ad una sua azione e che nel tempo le creano un senso di ansia.

La sicurezza della bambina è l'espressione di un buon equilibrio tra il contenimento ed il riconoscimento positivo datole dagli adulti e l'uso di regole espresse con fermezza e coerenza e non collegate a sbalzi d'umore del genitore. La sicurezza e la serenità dei genitori sarà la sicurezza e la serenità dei figli.

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