Siamo genitori di un bambino di tre anni e mezzo. Siamo preoccupati per il comportamento del bambino che denuncia una iperattività esagerata, in altre parola un ipercinetico. Non riesce ad applicarsi a niente ed è in continuo movimento cambiando gioco di continuo. Si muove di continuo anche quando guarda i cartoni alla TV. Cosa dobbiamo fare?

L'ipercinesia fa parte dei disturbi semplici del comportamento. Con tale definizione vengono indicate delle condotte in gran parte dipendenti dai processi di socializzazione e dai comportamenti, che non costituiscono un gruppo patologico particolare. Tali sintomi mettono in allarme la famiglia, ma il loro significato è da rapportarsi al momento maturativo del bambino.

Di fronte alla loro comparsa è importante considerare con attenzione non solo le linee evolutive del bambino ma anche l'ambiente sociale da cui possono trarre origine ed è molto importante osservare se sono parte di un momento "maturativo" delimitato nel tempo o se diventano stabili. L'ipercinesia è un quadro clinico caratterizzato da un comportamento motorio quantitativamente eccessivo e da una instabilità dell'attenzione.

Un bambino di tre anni ha una capacità attentiva piuttosto labile ed in tale momento della vita la sua motricità è esplosiva alla ricerca di nuove esperienze, il livello dell'attività motoria dipende poi anche da altre variabili quali il carattere e la situazione ambientale (scuola materna, famiglia, rapporti di socializzazione con altri bambini o adulti).

L'iperattività o ipercinesia è una risposta del bambino al suo ambiente ed alle relazioni che egli instaura con se stesso: il bambino è in continuo movimento, tocca tutto, non riesce a stare seduto, le sue attività si susseguono una all'altra rimanendo incompiute e non finalizzate. E' importante indagare in quali situazioni particolari mostra questo comportamento: se a scuola materna o in ambiente familiare o in entrambi.

L'evoluzione ed il prolungarsi nel tempo dell'ipercinesia sono i fattori che devono indurre a ritenere che non si tratti solo di un momento particolare della fase maturativa infantile, ma magari di un disturbo comportamentale che richiede una terapia con tecniche "dolci" quali le sedute di psicomotricità.

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