Sono la mamma di un bambino di due anni e, a differenza della maggior parte delle famiglie, per scelta di mio marito e mia non abbiamo in casa la televisione né, al momento, ne sentiamo la mancanza. Dopo l'arrivo del piccolo però, complici anche i commenti di amici e conoscenti, ci stiamo chiedendo se non sarebbe meglio per il bambino poter vedere i programmi che vedono i suoi coetanei e se, in futuro, il fatto di non avere la TV possa penalizzarlo in qualche modo nel rapporto con i compagni. Vorrei precisare che il bambino frequenta il nido da quando era molto piccolo, quindi ha molti stimoli, è un bambino intelligente (le educatrici del nido sono molto soddisfatte di lui, partecipa volentieri e con competenza alle attività proposte, è abbastanza autonomo per la sua età), vivace e a mio avviso sereno. Purtroppo ci vediamo poco, e non vorrei che la TV ci privasse ulteriormente dei nostri spazi per stare insieme e che dedichiamo a giocare con le costruzioni, a disegnare, a leggere libriccini, ad uscite etc... Inoltre, personalmente, sono una persona che si fa assorbire molto dalle cose che faccio (leggere, stare al PC) e mi accorgo che, quando sono da amici e la TV è accesa, mi lascio facilmente catturare e "mi estraneo", quindi decisamente non sarei un buon esempio per mio figlio! Probabilmente è presto per preoccuparsi (anche se molti bambini della sua età sanno già tutto di Teletubbies e altri cartoni animati) però non so se è preferibile la resistenza ad oltranza (visto che comunque mio marito ed io ne facciamo volentieri a meno), attendere finché lui non lo chiede o, a questo punto, rassegnarsi e premunirsi per tempo...

La Sua richiesta mi ha molto colpito, e per più di un motivo. In primo luogo per l'argomento di cui si tratta: la diffusione della TV nelle case italiane è, ad oggi, capillare (risulta essere l'elettrodomestico maggiormente diffuso, più ancora di frigoriferi e lavatrici!), e non è davvero frequente incontrare "voci fuori dal coro". Secondariamente mi ha colpito il "vocabolario" da Lei scelto per descrivere la vostra situazione: … "è presto per preoccuparsi" …, "…resistenza ad oltranza"…, … "rassegnarsi"…; mi sembra che si tratti di una questione che vi coinvolge molto e sarebbe veramente buona cosa cercare di capire fino a che punto ed in che modo!

Mi spiego meglio: la descrizione che Lei fa del suo piccolo non evidenzia elementi di disagio; lei stessa riporta che Suo figlio è un bimbo intelligente, vivace, autonomo (considerando l'età) e sereno. Gli stimoli non gli mancano e anche le educatrici del nido non rilevano segni di malessere. Quello che Voi fate con il piccolo invece di guardare la televisione mi sembra prezioso come l'oro: sa quanti bambini vengono letteralmente "posteggiati" davanti alla TV per ore ed ore mentre i loro genitori si occupano di altro? E non si può certo dire che la TV sia un' "educatrice responsabile" (a mio parere nemmeno per quanto riguarda il pubblico adulto, in verità!), a dispetto di quanto vogliono far credere le Autorità competenti che, attraverso l'utilizzo dei ben noti "bollini", ritengono di aver assolto al loro compito di "difesa" e di "tutela" dei minori…

Le attività condivise in famiglia sono preziosissime e, come tutte le cose preziose, sono rare e delicate, vanno gestite con il rispetto e l'amore che si dedica alle cose davvero importanti: mi sembra che tali accortezze non manchino nel Vostro nucleo familiare.

Mi creda, non è poco. Certo, la TV è argomento di conversazione anche tra i piccoli (sempre più piccoli): si parla dei cartoni animati, ci si atteggia come i personaggi dei telefilm, si condividono figurine, giocattoli, gadgets… e Lei non vuole che queste esperienze possano mancare al suo piccolo, non vuole che il Vostro essere "fuori dal coro" lo penalizzi, né ora né mai… Comprendendo il suo timore, La invito tuttavia a riflettere su alcuni elementi a mio avviso meritevoli di attenzione: la Vostra scelta di non avere la TV in casa è da voi adulti condivisa serenamente; l'accordo tra Voi è certamente elemento di serenità per Vostro figlio, che sente quanto il suo papà e la sua mamma siano in armonia rispetto a questa scelta. E mi creda, è un messaggio tranquillizzante per un piccolo!

Allo stesso tempo si avverte in Lei (anche in suo marito?) una certa "sofferenza" nel pensare di modificare questo stato di cose: credete che sia più importante per il Vostro bimbo avere la TV in casa come gli altri bambini e capire che, però, questa scelta è costata molto… oppure godere della compagnia di due genitori convinti di ciò che hanno scelto di fare?

Le attività che fate con Vostro figlio possono divenire argomento di gioco e condivisione anche con gli altri bambini: i disegni, le favole, le gite… hanno la stessa importanza dei Teletubbies e degli altri programmi televisivi! Quando afferma che forse non sarebbe "un buon esempio" per Suo figlio (mi riferisco alla tendenza a farsi assorbire da ciò che fa) mi chiedo: non è la stessa modalità che utilizza ora rispetto ai libri e al PC? Non si tratta, allora, di ripensare questa Sua "inclinazione" in una prospettiva più ampia? È più che comprensibile che quando un'attività La interessa molto catalizzi tutta la Sua attenzione.. Si tratti di libri, PC o TV… non fa molta differenza. La Sua percezione, inoltre, potrebbe essere un po' amplificata rispetto alla realtà:

Suo marito che ne pensa? Rifacendomi al punto precedente: non esistono genitori che danno solo "buoni esempi" ai figli (per quanto la sua concentrazione, a mio avviso, possa anche non essere un "cattivo esempio!): mostrare ai bimbi anche le proprie debolezze serve a dare loro l'opportunità di mostrare le proprie, così che non crescano dovendo essere sempre… impeccabili. Parlare di quanto accade è sempre la miglior via da percorrere per dare alle cose il giusto peso.

Il Vostro bimbo è ancora davvero piccolo e, se e quando, vi chiederà la TV, sappiate spiegare che la Vostra scelta è stata pensata per certe ragioni, importanti. Prima che però questo accada, Vi invito a riflettere su tali ragioni: scelte educative? Timore di non avere tempo per stare insieme? Altro? È importante che abbiate chiaro voi in primis il vero "perché" delle Vostre scelte. Davvero importante. Gentile mamma, qualsiasi sia la Vostra scelta Vi invito caldamente a compierla insieme (intendo Voi genitori), discutendone con chiarezza e legittimandovi l'un l'altro nel ruolo di genitori di fronte al bambino.

Una delle cose che più disturbano un bimbo è la percezione di disaccordo tra i genitori, ove uno dice A e l'altro dice B, creando nel piccolo l'idea che non c'è un fronte coeso a dargli manforte per crescere. Come vede.. forse non ho risposto direttamente alla Sua richiesta, perché il mio parere personale non ha più valore di quanto gliene competa realmente; spero, però, di averLe fornito alcuni spunti per pensare e riflettere insieme al papà del Vostro bimbo sulle Vostre scelte e decisioni. Un cordiale saluto a Voi e al Vostro piccolo.

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