Mia figlia di tre anni e mezzo ha, da qualche mese, degli episodi asmatici ricorrenti (ogni due settimane). C'è il sospetto che si tratti di asma allergico poiché il papà ha sofferto da bambino di asma allergico ma il pediatra ci ha detto che la bambina è troppo piccola per fare le prove allergometriche e ci ha consigliato un soggiorno climatico al mare di almeno due settimane durante l'inverno. Un altro pediatra viceversa ci ha consigliato di portarla in montagna sostenendo che, per l'asma, è meglio la montagna e l'aria è più pulita. A chi dare credito? È meglio il mare o la montagna?

Innanzitutto bisogna precisare che i test cutanei ed eventualmente un RAST (con un piccolo prelievo di sangue) possono essere eseguiti anche a questa età, non è necessario aspettare oltre.
Sulla scorta dei risultati e delle positività ottenute si potrà poi impostare l'eventuale scelta terapeutica considerando che: in caso di positività agli acari è utile seguire un programma di bonifica ambientale, soprattutto se si va al mare in casa privata, rimasta chiusa per molto tempo, mentre in montagna, a quote di 1000-1500 metri e oltre, il clima freddo e l'aria secca non favoriscono lo sviluppo degli acari; in caso di positività ai pollini, invece, bisogna seguire attentamente il calendario pollinico, considerando che in montagna la fioritura è più tardiva rispetto alla pianura, mentre il mare è la scelta più indicata; in entrambi i casi è comunque possibile effettuare una terapia desensibilizzante sublinguale (gocce o compresse solubili) per l'allergene in causa.
Quindi il mio consiglio è di effettuare innanzitutto i test allergologici al fine di gestire al meglio la bimba, sia nell'ambiente in cui soggiorna, sia per le vacanze.

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