I miei gemelli hanno 21 mesi ed hanno già preso diverse volte gli antibiotici durante le loro influenze (circa già sette volte ciascuno). Mi sono molto meravigliata, parlando con alcune mamme, che a loro volta non avevano mai somministrato, in caso di febbre o influenza, antibiotici ai loro figli più o meno della stessa età dei miei. La mia domanda è: "Ho ecceduto nella somministrazione di antibiotici ai miei gemelli? Come sarebbe giusto comportarsi al sopraggiungere della febbre anche se alta? Quanto bisogna attendere prima di dar loro degli antibiotici?"

Ma l'antibiotico è stato prescritto dalla mamma o dal Pediatra?

Se la prescrizione è stata fatta dal medico, sicuramente egli avrà considerato non solo la febbre, ma piuttosto la malattia sottostante. In via del tutto generale, si può dire che molte delle patologie delle prime vie aeree dell'infanzia sono causate da virus e, come tali, non richiedono terapia antibiotica.

Per evitare abusi, una buona prassi è quella di somministrare solo farmaci per la febbre (paracetamolo, ibuprofene) e, se le condizioni del bambino sono buone e non vi sono segni sospetti (mal d'orecchio, tosse insistente, vomito, mal di testa, scarsa reattività o pianto insistente), attendere uno o due giorni, magari consultando il Pediatra telefonicamente.

D'altra parte, in molte patologie l'antibiotico ci vuole e il non darlo comporta solo maggiori rischi per il bambino. Penso soprattutto alla otite, alla bronchite e in generale a tutte le infezioni probabilmente causate da batteri. In questi casi, a chi mi dice "sono contrario all'antibiotico", io rispondo "...e io sono contrario alla malattia!". Se bastasse negare la cura (l'antibiotico) per risolvere il problema (la malattia), saremmo tutti più felici.

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