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Gastroenterite

Per quanto riguarda la dieta, il modo migliore di far guarire una gastroenterite è mettere a riposo lo stomaco e l'intestino, bevendo soltanto ed evitando di introdurre qualsiasi cibo per un po'.

a cura di: Dott. Giuseppe Varrasi (pediatra)

Mia figlia di due anni ha avuto per due giorni febbre e vomito con disturbi continui di dissenteria. Diagnosi: enterite. Le è stata prescritta una dieta e sostituito il latte con ... [nome di latte senza lattosio]. Ritenete sia sufficiente la cura?

Anzitutto, una questione di termini. L'emissione di feci a consistenza molle o acquosa si chiama "diarrea". La parola "dissenteria", che spesso si sente usare con questo significato, non è corretta, perché invece indica una particolare forma di diarrea, causata da un microbo tropicale. L'enterite indica una malattia infiammatoria dell'intestino che determina diarrea. Se è presente anche vomito, come nel nostro caso, allora si parla di "gastroenterite".

La distinzione non vi deve sembrare solo una finezza medica. Il problema principale di una enterite è proprio la perdita di liquidi e sali che si realizza con le scariche acquose. Il rimedio, quindi, consiste nel far recuperare i liquidi mediante una corretta idratazione.

Nella maggior parte dei casi, facendo bere al bambino acqua o tè poco zuccherato o, meglio ancora, specifiche soluzioni reidratanti (efficaci, ma non molto gradite per via del sapore un po' salato), il rischio di una disidratazione diventa remoto. Se è presente anche il vomito, tutto diventa più complicato: vomitando si perdono ancora più liquidi e sali, ma soprattutto diventa problematico reintegrare le perdite per bocca. A volte, quindi, tocca ricorrere alla somministrazione di soluzioni reidratanti endovena, mediante fleboclisi.

Per quanto riguarda la dieta, in effetti il modo migliore di far guarire una gastroenterite è mettere a riposo lo stomaco e l'intestino, bevendo soltanto ed evitando di introdurre qualsiasi cibo per un po' (diciamo 1-2 giorni, a seconda dei casi). Quando il vomito è passato, si può ricominciare a mangiare, privilegiando essenzialmente i farinacei (riso, pasta, pane, fette biscottate); da evitare, per qualche giorno, le fibre (frutta e verdura) e i latticini (latte, yogurt, formaggi). In questo senso, un latte senza lattosio è ben tollerato.

L'uso di farmaci che inibiscono la peristalsi (e quindi riducono il numero delle scariche di diarrea) non è prudente: in questo modo si può mascherare una perdita di liquidi che avviene comunque, ma che resta nell'intestino. Poiché la gastroenterite è spesso causata da virus (Rotavirus, ma anche Adenovirus), non è necessaria una terapia antibiotica, mentre può dare utili risultati la somministrazione di probiotici (i moderni fermenti lattici), che ripristinano la normale flora intestinale e "tolgono spazio" al virus.

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