Il Pediatra risponde

i nostri medici specialisti dei bambini

Leucomalacia

Per "leucomalacia" si intende il rammollimento patologico della sostanza bianca cerebrale, cioè di una parte dell'encefalo deputata alla trasmissione degli impulsi nervosi.

a cura di: Dott.ssa Tiziana Candusso (pediatra)

Mio figlio di 16 mesi è nato prematuro, alla 31 settimana, peso Kg.1,6. Dopo circa 30gg. è stata fatta una ecografia cerebrale e si è riscontrata una Leucomalacia nella zona parieto-occipitale. Successivamente è stata fatta una RMN che ha confermato l'ecografia ma nella zona parietale. Ad oggi i problemi che possiamo notare sono motori, in quanto non cammina da solo. Ha imparato a stare seduto, muove le gambe e cammina se è sorretto sotto le ascelle. Stiamo facendo della fisioterapia. Quello che non siamo riusciti a capire e a sapere è se nostro figlio potrà camminare da solo oppure no. Da quello che possiamo capire noi ci sembra un po' debole di tronco (non va a gattoni ma striscia se aiutato, si gira su se stesso e ruota). Il tronco si può ancora rafforzare con il tempo? Avete visto dei casi analoghi e come si sono conclusi? Qualche pediatra ci ha detto che può recuperare tutto con il tempo, altri ci dicono che è presto per dire che cosa può succedere e noi siamo nell'angoscia più profonda. La fisioterapia può aiutare o lascia il tempo che trova? Nel senso che se i neuroni che sono stati distrutti non si possono sostituire con altri e quindi non c'è nulla da fare.

Per "malacia" si intende il rammollimento patologico di un tessuto o di un organo, per "leucomalacia" si intende il rammollimento patologico della sostanza bianca cerebrale, cioè di una parte dell'encefalo deputata alla trasmissione degli impulsi nervosi. La leucomalacia periventricolare è una lesione della sostanza bianca di origine ischemica (scarsa ossigenazione per scarso afflusso di sangue), ma con cause diverse. Si può realizzare in seguito ad ipossia (mancanza di ossigeno), ipoglicemia (calo del livello di zuccheri nel sangue), acidosi respiratoria o metabolica (accumulo si sostanze acide), ipotensione (calo pressorio), shock settico (grave collasso da infezione), emorragia cerebrale. Questi fattori possono essere coinvolti singolarmente o in associazione.

L'ischemia predilige i territori di confine tra i diversi distretti arteriosi cerebrali: queste aree di confine sono localizzate in sedi diverse a seconda del grado di maturazione encefalica; fino a 32 settimane di età gestazionale si trovano in sede profonda periventricolare (i ventricoli cerebrali sono sacche comunicanti per la circolazione del liquor), a partire dalla 32 - 34 ma settimana di età gestazionale, con la rapida crescita del mantello corticale (corrteccia cerebrale sede dei comandi motori), si vengono a trovare in sede sottocorticale. I segni clinici sono aspecifici e vari: ipereccitabilità, ipotonia, apnea. La diagnosi è ecografica, con Tac (tomografia assiale computerizzata) e RMN (risonanza magnetica nucleare). Questa è certamente utile alla fine del primo anno di vita per definire l'entità del danno della sostanza bianca, per evidenziare possibili leucomalacie cistiche che hanno una prognosi peggiore (perchè il quadro clinico può essere quello della paralisi cerebrale infantile con associazione di deficit visivi,uditivi e intellettivi).

La prognosi della leucomalacia semplice è meno severa, i problemi neurologici sono minori e basso è il quadro delle paralisi cerebrali infantili. La fisioterapia e sicuramente indicata per indurre lo stimolo motorio e di coordinazione dei movimenti, col fine di recuperare il più possibile (questo però non è quantizzabile) la funzione deambulatoria compromessa dalla leucomalacia.