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Sterilità e fecondazione assistita

Si parla di sterilità quando la coppia non riesce a concepire dopo un anno di rapporti sessuali regolari. Le tecniche della fecondazione assistita.

a cura di: Dott.ssa Donatella Bresciani (ginecologa), Prof. Silvano Zaglio (specialista in ostetricia e ginecologia - andrologia)

Sterilità e infertilità

Dal punto di vista scientifico si parla di sterilità quando la coppia  non riesce a concepire dopo un anno di rapporti sessuali regolari  non protetti. La sterilità può essere definita primitiva nel caso la coppia non abbia mai concepito e secondaria quando la coppia ha avuto in passato un periodo di accertata fertilità.

Per infertilità si intende l’incapacità da parte della donna di proseguire la gravidanza fino ad un’epoca in cui il feto può sopravvivere, per difetti di annidamento o di sviluppo embrionale. Si calcola che circa il 20% delle coppie  presentino un problema di fertilità e per questo motivo si dovranno sottoporre ad indagini per valutare la causa di sterilità.

Recenti studi  mostrano che la sterilità è per il 40% riferibile alla donna, per il 40% di origine maschile mentre per il restante 20% resta inspiegata. Le cause femminili sono riferibili  a alterazioni ormonali, patologie o anomalie delle tube, endometriosi, alterazioni del muco cervicale che impediscono il passaggio degli spermatozoi. Le cause maschili sono riferibili a ridotta produzione, ridotta motilità, difetti della morfologia degli spermatozoi, eiaculazione difficoltosa.

Un aiuto per la proceazione

La coppia può rivolgersi a strutture specializzate per la diagnosi e la cura di questo problema. Presso questi Centri  di Procreazione Assistita viene effettuato un colloquio preliminare per visionare gli accertamenti già eseguiti e vengono effettuate delle domande per individuare le possibili cause di infertilità.

Potranno essere poi richiesti ulteriori esami  diagnostici: dosaggi ormonali, sonoisterografia, isterosalpingografia, esame del liquido seminale con spermiocoltura. Dopo la valutazione dei primi esami eseguiti, se necessario, potrebbero essere richiesti altri accertamenti più specifici sia per la donna che per l’uomo. Al termine degli incontri viene fatto “il punto della situazione” e, se indicata, verrà suggerita e illustrata alla coppia la tecnica di fecondazione assistita più idonea.

Tecniche di Fecondazione Assistita

Inseminazione artificiale

Secondo l’attuale normativa l’inseminazione deve essere praticata esclusivamente con seme omologo, cioè del partner. La maturazione dei follicoli ovarici (che contengono le cellule uovo) deve essere monitorata  attraverso una serie di ecografie transvaginali, per evitare il rischio di una eccessiva stimolazione ovarica e quindi il rischio di gravidanza multipla. Dopo l’induzione dell’ovulazione un campione di seme, raccolto nello stesso giorno ed opportunamente trattato, viene iniettato in utero attraverso un piccolo catetere. La tecnica è ambulatoriale e non richiede alcuna anestesia.

Fertilizzazione in vitro (FIVET-ICSI)

L’induzione dell’ovulazione richiede che vengano assunti particolari farmaci che portano più follicoli ovarici  a maturazione contemporaneamente (in un ciclo spontaneo matura un solo follicolo).
Durante il trattamento saranno necessari : una serie di ecografie transvaginali per monitorare il numero e la crescita follicolare e una serie di prelievi di sangue per stabilire  i livelli di estradiolo  per cercare di portare a maturazione un numero ottimale di follicoli.

Quando i follicoli sono maturi, viene  somministrato un altro farmaco utile alla completa maturazione degli oociti. Dopo 34-36 h gli oociti vengono prelevati mediante agoaspirazione dei follicoli (pick up) per via vaginale sotto guida ecografica in sedazione profonda. Il liquido follicolare viene immediatamente esaminato per la ricerca degli oociti.

Il prelievo dura circa 15 minuti e dopo un periodo di osservazione di alcune ore la paziente può essere dimessa Contemporaneamente il patner maschile deve essere disponibile per la raccolta del liquido seminale che opportunamente trattato servirà per inseminare gli oociti.

Alcune ore dopo il recupero degli oociti viene iniziata la procedura che porterà alla fecondazione. A seconda delle caratteristiche del liquido seminale si procederà alla FIVET (fecondazione in vitro embryo transfer) o alla ICSI ( iniezione spermatica intracitoplasmatica).

Nella FIVET una certa quantità di spermatozoi viene aggiunta agli oociti lasciando che la penetrazione degli spermatozoi  avvenga spontaneamente, nella ICSI un singolo spermatozoo  viene iniettato direttamente all’interno dell’oocita. Nel rispetto della attuale normativa, non più di 3 oociti possono essere inseminati. Il successivo trasferimento degli embrioni  avviene attraverso un piccolo catetere  sotto guida ecografica. 

Il giorno del trasferimento dipenderà dal numero e dalla quantità  degli embrioni, potendo variare da 2 a 5 giorni dopo il prelievo degli oociti. Secondo la normativa vigente tutti gli embrioni ottenuti devono essere trasferiti. Dopo 14 giorni dal transfer attraverso il dosaggio della gonadotropina  corionica, sarà possibile accertare la gravidanza e dopo 21 giorni, si potrà evidenziare ecograficamente la camera gestazionale.

Le probabilità di successo sono fortemente condizionate da alcuni fattori quali l’età della donna, le caratteristiche del liquido seminale, eventuali gravidanze precedenti, la qualità degli embrioni e il livello tecnico professionale del Centro di Procreazione Assistita.

14/1/2010

17/10/2016

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