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Il Pediatra risponde

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Acque minerali e latte in polvere

Non tutte le acque minerali sono indicate per la diluizione del latte in polvere. La differenza è data dal diverso valore del residuo fisso. Cosa bisogna verificare.

a cura di: Dott. Guido Vertua (pediatra)

Dovendo iniziare a preparare del latte artificiale partendo da latte in polvere, gradirei avere delle risposte sul tipo di acqua da utilizzare per la diluizione.

Le acque minerali si classificano in quattro gruppi in rapporto alla quantità di minerali disciolti, indicata dal "residuo fisso", il cui valore è riportato sull'etichetta delle bottiglie. Il residuo fisso è costituito dalle sostanze che rimangono dopo aver fatto evaporare un litro di acqua minerale a 180 gradi centigradi: il valore, espresso in mg/l, è tanto maggiore quanto più elevata è la quantità di sali minerali presenti. Si distinguono perciò:

  • acque minimamente mineralizzate, con un residuo fisso inferiore ai 50 milligrammi al litro
  • acque oligominerali o leggermente mineralizzate, con un residuo fisso compreso tra i 50 e i 500 milligrammi al litro
  • acque medio minerali, con un residuo fisso compreso tra i 500 e i 1500 milligrammi al litro
  • acque ricche di minerali, con un residuo fisso superiore ai 1500 milligrammi al litro.

Il lattante nei primi mesi di vita necessita di un'acqua con pochi sali minerali perché nel latte della mamma o nel latte artificiale sono già contenute le corrette quantità di minerali per il suo accrescimento. L'introduzione di sali minerali in eccesso può causare un sovraccarico di lavoro per i suoi reni, che sono ancora immaturi e che quindi hanno una funzione ridotta e possono non essere in grado di filtrare i minerali in eccesso. Di conseguenza l'acqua minerale da somministrare al lattante e da usarsi per ricostruire il latte in polvere deve avere un residuo fisso basso, comunque mai superiore ai 140 mg/l.

Alcune acque minerali che vengono ampiamente pubblicizzate per l'uso nel bambino molto piccolo in realtà presentano spesso un residuo fisso superiore ai 1000 mg/l, per cui raccomandiamo di controllare la composizione sull'etichetta secondo le indicazioni sopra riportate.

1/2/1997

28/5/2017

I commenti dei lettori

Fino ad oggi ho usato per preparare il latte al mio bimbo l'acqua Sangemini nella cui etichetta viene riportata la seguente dicitura" Può essere utilizzata nella preparazione degli alimenti del neonato" oppure" Sangemini è un'acqua adatta nella preparazione degli alimenti del neonato", in realtà controllando l'etichetta ho visto che il residuo fisso a 180° è pari a 995 mg/l, perchè viene consentito questo? In poche parole è da consigliare per preparare il latte per i neonati o no?

Roberto Biancosino (CH) 31/12/2010

Anch'io utilizzavo la Sangemini perchè da sempre ha fama di essere un'ottima acqua per neonati, invece non va per niente bene, la mia pediatra mi ha detto che è troppo calcarea.. ho chiesto per la Fiuggi e mi ha detto che è troppo diuretica, mi ha consigliato un'acqua locale che ha un residuo fisso bassissimo.

Alessandra (PA) 17/01/2011

Io sto usando sangemini, quindi non va bene. un'altra acqua? grazie

Emanuela (RN) 11/04/2013

L'acqua migliore è la Plose, 22 di residuo fisso, verificate voi stessi..www.plose.it

gianna (GR) 26/08/2013

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