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Mio figlio ripete le parolacce

Mio figlio di quasi quattro anni ripete le parolacce ogni volta che le sente. Mi hanno consigliato di fingere indifferenza. I consigli dello psicologo.

a cura di: Dott. Massimo Sidoti (psicopedagogista della redazione di www.exducere.com)

Mio figlio, di quasi quattro anni, è nel periodo delle parolacce. Le ripete ogni volta che le sente: dalla televisione, dai compagni d'asilo ed a volte capita anche in casa... (lo so, non si dovrebbe, ma qualcuna scappa). Mi hanno consigliato di fingere indifferenza, ma non riesco, perché ho paura che se nessuno interviene possa pensare che siano parole che può dire senza problema. Come fare?

I genitori non possono ottenere l'obbedienza immediata da un bambino di tre - quattro anni: la si può ottenere dai bambini di cinque - sei anni, i quali hanno imparato che i loro genitori non la richiedono senza una buona ragione. Non possiamo sperare di dare ai nostri bambini abitudini adatte al comportamento degli adulti quando noi per primi diamo dei cattivi esempi, per esempio parolacce, ed è perfettamente inutile che i genitori pensino di poter controllare la situazione. È molto meglio considerare il fatto di comportarsi bene, come dovuto nelle situazioni correnti della vita.

Bisogna evitare di preoccuparsi che il bambino continui a dire parolacce perché egli si ricollega ad un insieme delle sue esperienze. Quindi, occorre una vera sorveglianza da parte dell'adulto ed una vera adeguata organizzazione dell'ambiente per poter tenere il bambino al sicuro. Io suggerirei di essere indifferenti alle parolacce dette da vostro figlio quando cerca di attirare la vostra attenzione, ma in altre occasioni intervenire con fermezza ed autorità, spiegando ciò che si può dire da ciò che non si deve dire.

Questo implica un atteggiamento totalmente diverso da parte dell'adulto ed occorre affrontare la situazione come un problema di reciproco adattamento, nel quale i genitori da un lato debbono evitare di dire parolacce ed i figli, dall'altro lato, debbono comprendere il vero significato di ciò che non si deve dire. L'obbedienza, sicuramente, non è il fine né lo scopo, ma solo uno strumento adatto a certe situazioni durante il processo di sviluppo del bambino.

19/7/2002

24/1/2017

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