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Congiuntivite primaverile

La congiuntivite primaverile è una condizione caratterizzata da arrossamento, fastidio in presenza di luce, lacrimazione e prurito palpebrale. Quali esami bisogna fare per diagnosticarla?

a cura di: Dott. Alfredo Boccaccino (allergologo)

Egregi dottori, mi rivolgo nuovamente a voi - visto che in precedenza mi avevate dato una risposta esaustiva su un problema - per chiedervi se sapete qualcosa su: A) congiuntivite primaverile B) palpebra a "pavimentazione a ciottolato romano". Vorrei sapere da cosa derivano o cosa le provoca, qual è l'eventuale terapia più appropriata, il decorso, se ci sono esami specifici per individuarne la causa ecc. Questo perché è stata diagnosticata a mio figlio di 6 anni, ma purtroppo senza sapermi dare queste risposte, almeno non così precise come una madre vorrebbe.

 La congiuntivite primaverile è una tipica condizione patologica caratterizzata da iperemia (arrossamento) congiuntivale, fotofobia (fastidio in presenza di luce intensa), lacrimazione e prurito palpebrale, che si presenta nei mesi primaverili ed estivi. Le cause scatenanti possono essere l'allergia verso un polline o la ipersensibilità aspecifica verso i raggi ultravioletti della luce solare.

Tale manifestazione colpisce in età pediatrica i bambini con età superiore ai 5 anni ed ha, soprattutto se non è legata ad allergia, una durata limitata nel tempo (5-10 anni). La lesione della mucosa congiuntivale è definita "a ciottolato romano" per l'aspetto tipico caratterizzato da tante granulazioni ravvicinate (tipo ciottoli), formate da aggregati di cellule linfoidi nella sottomucosa.

E' importante praticare dei test cutanei per allergia (prick-test) per valutare l'eventuale presenza di sensibilità ad un polline; in casi molto più rari tale malattia può essere legata ad allergia alimentare, ma insorge in età inferiore ai 5 anni ed in bambini fortemente predisposti per manifestazioni allergiche (dermatite atopica, asma, ecc.).

Se i prick test dovessero risultare negativi può essere utile effettuare un esame del sangue, con dosaggio per le IgE totali (PRIST) e IgE specifiche (RAST) verso i singoli allergeni respiratori. La terapia è caratterizzata dall'uso di antistaminici per via orale e da colliri a base di cortisonici (per periodi brevi e nei casi più intensi); nei casi più lievi sono utili terapie prolungate, per tutto il periodo primaverile-estivo, con colliri a base di cromoni che consentono di ridurre il ricorso ai cortisonici. Gli occhi devono essere protetti con occhiali da sole di buona qualità.

16/10/1999

1/3/2016

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