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Ormone della crescita

Potrebbe essere troppo tardi somministrare l'ormone della crescita verso gli 11 anni di età? I tempi di recupero e la durata della terapia dipendono da fattori individuali.

a cura di: Dott. Gianpaolo De Filippo (endocrinologo pediatra)

Ho una figlia di 10 anni e mezzo che è alta 1,25 metri. A seguito di un rallentamento della crescita avvenuto negli ultimi due anni (e forse sottovalutato dal pediatra di base) mi sono rivolta ad un medico auxologo che ha sottoposto la bambina ad un esame del GH con stimolo diagnosticando un deficit di secrezione dell'ormone della crescita. Mi ha quindi indirizzato ad un ospedale specializzato per iniziare il trattamento con l'oromone sintetico. Sono in attesa della visita presso il centro e ho letto le informazioni sulla somminsitrazione di ormone della crescita sintetico che si trovano nel vostro sito. La mia domanda è: potrebbe essere troppo tardi? Ho visto che l'ormone spesso viene somminsitrato a bambini piccoli (4-6 anni) mentre mia figlia ne ha quasi 11. Non presenta alcun segno di sviluppo puberale e la lastra alla mano e al polso non ha evidenziato particolari ritardi. Secondo l'auxologo il target genetico dovrebbe essere 1,67 mt mentre il target ora previsto in base alla curva è appena di 1,45 mt. Forse ci siamo accorti troppo tardi di questo deficit o la situazione è ancora recuperabile? Per quanto tempo si può andare avanti con la cura e in quanto tempo è possibile recuperare il ritardo accumulato?

E' vero che uno degli elementi che lasciano presupporre una risposta positiva alla somministrazione di ormone della crescita è l'inizio precoce della terapia. Nel caso presentato, però, si parla di un rallentamento delle crescita negli utimi due anni, lasciando quindi pensare che fino all'età di otto anni circa la bambina presentava una statura normale: non vi era alcun motivo di cercare una carenza di ormone della crescita (nè di pensare ad una sua somministrazione).

Ci troviamo dunque di fronte a quello che viene definito un "deficit acquisito di ormone della crescita" (cioè una carenza di ormone comparsa dopo diversi anni di secrezione normale, a differenza dei deficit congeniti,). Prima ancora di pensare alla terapia andranno ricercate le cause di questa carenza, con uno studio (preferibilmente  una Risonanza Magnetica Nucleare) della regione ipotalamo-ipofisaria, che è la zona del cervello dove viene regolata la secrezione di GH.

Contemporaneamente andranno programmate le opportune indagini (probabilmente già eseguite) per essere sicuri che alla carenza di ormone della crescita non si associno altre carenze di ormoni prodotti sempre dall'ipofisi anteriore (in primis FSH ed LH, che regolano lo sviluppo puberale, ACTH, per il funzionamento della ghiandola surrenale, TSH per la tiroide).

Spesso si tratta di un deficit idiopatico, che non dipende cioè da nessuna malattia e di cui non si conosce, allo stato attuale delle conoscenze scientifiche, la causa. Altre volte invece il deficit di GH si inserisce in un deficit ipofisario multiplo: oltre all'ormone della crescita mancano uno o più ormoni tra quelli sopra elencati ed è quindi necessaria una terapia anche per supplire a tali carenze.

Per quanto riguarda la terapia, l'assenza di segni di sviluppo è di per sè un elemento positivo e lascia pensare che il ritardo accumulato negli ultimi due anni sia facilmente recuperabile. I tempi di recupero e la durata della terapia stessa dipendono da fattori individuali: entità del ritardo accumulato, risposta alla terapia in termini di velocità di crescita durante il primo anno, epoca di comparsa dei primi segni di pubertà.

27/9/2010

2/4/2015

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