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Il Pediatra risponde

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Micosi

La micosi è infezioni abbastanza comuni nei bambini ed è causate da microrganismi chiamati miceti o più comunemente funghi. I consigli del dermatologo.

a cura di: Dott. Fabio Arcangeli (dermatologo)

Mio figlio di cinque anni e mezzo presenta, da circa un mese, dei funghi su un piede. Abbiamo provato a curarlo con una crema comperata in farmacia a base di cotrimoxazolo. Purtroppo non ci sono risultati; cosa mi consiglia?

Se si tratta di una "infezione da funghi" - la diagnosi presuntiva può essere proposta da uno specialista dermatologo o anche da un bravo pediatra, e certamente può essere dimostrata da un esame colturale per miceti (dermatofiti e lieviti) che qualunque laboratorio analisi può espletare - la cura appropriata è l'applicazione di un preparato locale antimicotico (meglio terbinafina piuttosto che cotrimoxazolo) una sola volta al giorno per un periodo di almeno tre settimane. In caso di inefficacia (la localizzazione ai piedi talora dimostra una scarsa risposta alle cure locali) sarà opportuno protrarre il trattamento locale per altre due settimane e somministrare un antimicotico per via orale (es. terbinafina 125 mg al giorno per 15 giorni oppure griseofulvina 125 mg due volte al giorno per tre settimane).

Se in ambiente domestico vivono animali (cani o gatti) anche questi, possibili portatori dell'infezione, dovrebbero essere sottoposti a visita veterinaria o comunque trattati con farmaci antimicotici. Le possibilità di contagio sono tante, dalla frequentazione di spazi comuni (palestre, piscine, spiagge etc.) alla convivenza con animali portatori. Una ragionevole misura di prevenzione per non diffondere l'eventuale infezione è quella di mantenere coperta la parte interessata per tutto il periodo di trattamento. Si tratta comunque di un piccolo problema: bassa contagiosità, nessuna ripercussione sullo stato di salute generale, risoluzione completa una volta completata la cura. Tutto ciò sempre che si tratti davvero di una "infezione da funghi". Noi, "consulenti a distanza", che misuriamo le parole senza potere osservare direttamente "i fatti" dobbiamo inevitabilmente presumere la possibilità dell'errore diagnostico, senza diffidenza né presunzione.

27/1/2000

24/11/2015

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