ICP

l'informazione
dalla parte dei bambini

MAMMAePAPA' MAMMAePAPA' MammeBio Mammebio BABYCHEF Babychef BIMBINVIAGGIO Bimbinviaggio LIBRIandCO Libri&Co PEDIATRIA ON LINE Pediatria On Line
Loading
X

Avviso cookies

Questo sito web utilizza cookie tecnici al fine di rendere più efficace la navigazione. Alla pagina "Policy dei cookies" trovi l'informativa e le istruzioni per gestire le impostazioni del browser.
Proseguendo nella navigazione dichiari di accettare la nostra policy dei cookies.

Il Pediatra risponde

i nostri medici specialisti dei bambini

Perché vaccinare sin dai primi mesi di vita?

Lo scopo di una vaccinazione non è solo quello di prevenire la malattia del singolo individuo o di una popolazione ma quello di eradicazione la malattia.

a cura di: Dott. Sergio Manieri (pediatria)

Considerandoci non più un paese a rischio di epidemie, perché le vaccinazioni devono cominciare in così tenera età e non più avanti quando il sistema immunologico dello stesso è considerato più maturo e quindi meno esposto a problemi che, seppur rari, possono generare le vaccinazioni stesse?

Occorre premettere che, sebbene lo scopo immediato di una vaccinazione sia quello di prevenire la malattia del singolo individuo o di una popolazione, l'obiettivo finale è molto più ambizioso in quanto tende alla soluzione globale del problema, cioè alla eradicazione della malattia. Esempio paradigmatico ne è la vaccinazione contro il vaiolo che ha raggiunto il risultato finale, cioè la scomparsa definitiva del vaiolo dalla faccia della terra, per cui non si è verificato più alcun caso di malattia naturale dal 1977.

Attualmente la lotta è rivolta verso le grandi malattie infettive: Difterite, Tetano, Poliomielite, Pertosse, Epatite B, Haemophilus Influenzae, Morbillo, Rosolia, Parotite, Tubercolosi. Per ottenere il risultato finale sono due gli aspetti che vengono particolarmente presi in considerazione: la precocità di inizio delle vaccinazioni e l'attenzione alle controindicazioni ed alle reazioni avverse alle stesse. Per quel che concerne il primo punto, occorre specificare che un vaccino deve essere somministrato, in via teorica, solamente a soggetti che siano in grado di offrire un'adeguata risposta immunologica. In effetti, nei primi mesi di vita l'immunità umorale, ossia la capacità di produrre anticorpi, è meno attiva per cui la vaccinazione contro la Difterite od il Tetano o la Pertosse nei primi mesi di vita è meno immunogena di quanto lo sarebbe se venisse eseguita più tardivamente.

Tuttavia, i benefici ottenuti nella popolazione con un uso precoce del vaccino (terzo mese), per le difese offerte a soggetti ad alto rischio, indicano chiaramente che l'introduzione deve essere fatta precocemente, nonostante le ridotte risposte immunologiche. Inoltre, bisogna considerare che la risposta anticorpale è diversa da una vaccinazione all'altra; per alcuni vaccini essa è già evidente dopo una singola dose mentre per altri la risposta è solo parziale e sono necessarie dosi successive (almeno tre) perché nel sangue siano presenti anticorpi adeguatamente protettivi: molti vaccini, infatti, non conferiscono una buona risposta in tutti i riceventi dopo la prima somministrazione, ma è necessario usare dosi successive, opportunamente intervallate. Risulta perciò evidente la opportunità di iniziare il più precocemente possibile il ciclo vaccinale al fine di avere una copertura anticorpale completa al più presto.

Per quanto riguarda il secondo aspetto, occorre fare un distinguo tra le controindicazioni alle vaccinazioni, che sono condizioni ben conosciute e rispettate, e le reazioni avverse ai vaccini le quali, sebbene registrate, vanno ridimensionate e non certo imputabili sempre alla immaturità immunologica. Infatti, gli eventi che seguono ad una vaccinazione non sono necessariamente causati dal vaccino e per poter stabilire un nesso di causa-effetto tra la somministrazione di un determinato vaccino ed una reazione avversa, è necessario accertare che l'incidenza di una determinata malattia in seguito ad una vaccinazione è significativamente più elevata dell'incidenza della stessa malattia in assenza di quella vaccinazione. Pertanto, deve essere usata cautela nell'interpretazione degli effetti collaterali in seguito a vaccinazioni, in quanto potrebbe trattarsi di semplice associazione temporale e non causale. Comunque sia, si provi ad immaginare cosa accadrebbe ad un bambino che ha complicanze dopo il contatto con un virus "attenuato" o con una tossina resa innocua il giorno che venisse a contatto con il virus "selvaggio" o con la tossina non modificata.

30/4/2001

14/6/2013

Tutti gli ultimi commenti

Ti interessano i commenti dei lettori ad altri articoli? Trovi i più recenti alla pagina BLOG

Scrivi anche tu un commento a questa pagina:

Questo è il tuo spazio: SCRIVI QUI il tuo commento, regalaci la tua esperienza, arricchisci la pagina con la tua storia. Attenzione: NON usare questo box per fare DOMANDE agli esperti!

logo Quandonasce

Calcola la data prevista del parto

Inserisci la data dell'ultima mestruazione e clicca su "calcola"

Ultimi articoli in pubblicazione

A tre anni non riesce ancora a strutturare le frasi
La variabilità dei tempi e modi dello sviluppo del linguaggio è notevole ma, in presenza di alcuni "segnali" significativi, vanno valutati alcuni aspetti.
Accertamenti a tappeto e screening
In Pediatria è corretto eseguire accertamenti (del sangue, strumentali o visite) solo quando esiste un sospetto diagnostico.
Problemi di inserimento in prima media
E' in crisi, continua a piangere per l'enorme cambiamento che le medie comportano.
Intervallo di tempo fra la somministrazione di vaccini diversi
Ci sono intervalli di tempo da rispettare tra un vaccino e l'altro?
La donna dopo il parto
Il brusco cambiamento avvenuto dopo il parto porta l'organismo ad una serie di complesse modificazioni.

Quiz della settimana

I lattanti che assumono latte materno hanno un minor rischio di contrarre:
Otiti
Gastroenteriti
Polmoniti
Tutte le risposte sono esatte