Il periodo compreso tra la 20°e la 30°settimana è ideale per la valutazione morfologica del feto, cioè per l’identificazione di eventuali anomalie morfostrutturali.

E’possibile inoltre indagare la presenza dei cosidetti “soft markers”, anomalie riscontrabili ecograficamente, talvolta transitorie e di scarso significato clinico (soprattutto se presenti come anomalie isolate), ma talvolta spia di sottostanti patologie cromosomiche. 
Tra queste le più importanti sono rappresentate da cisti dei plessi corioidei, dilatazione delle vie escretrici, dilatazione dei ventricoli cerebrali, iperecogenicità intestinali, foci iperecogeni intracardiaci, ossa lunghe di dimensioni inferiori alla norma.

Contestualmente vengono controllati la normalità dell’impianto placentare, della crescita fetale e la quantità del liquido amniotico. Un volume di liquido amniotico inferiore alla norma (oligoidramnios) infatti merita immediati approfondimenti diagnostici (valutazione flussi metrica feto-placentare), soprattutto per distinguere tra le diverse, gravi condizioni che più spesso ne sono alla base (gravi anomalie dell’apparato urinario, insufficienza placentare, rottura delle membrane).

Inoltre la stessa condizione di scarsità del liquido, se insorta precocemente, può determinare anomalie della crescita e dello sviluppo (sequenza di Potter): ipoplasia polmonare, dismorfie facciali, difetti di posizione come il piede torto congenito.
Anche un importante poliadramnios può essere la spia di sottostanti patologie o anomalie fetali (diabete gestazionale, ostruzioni dell’apparato digerente).

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